Passare da questa terra in pellegrinaggio

Passare da questa terra in pellegrinaggio

Passare da questa terra in pellegrinaggio. – Durante questo periodo di conversione che è la mia vita e il mio cammino verso la Salvezza, mi capita spesso di analizzare degli avvenimenti rendendomi conto sempre più, di quanto è forte e sempre presente e sempre influenzante la presenza di Satana. L’eterno accusatore dell’uman genere. Il bugiardo, l’illusionista, l’assassino delle anime e dei figli di Dio. Lui che malvagio vuole rubare le anime non sue, defraudando Dio del Suo diritto di avere per Sè tutto ciò che è Suo.

 

Nella vita si viene per concepimento tra uomo e donna. Dio nei progenitori, aveva chiesto di lasciare a Lui solo il diritto di generare. Ma la donna corrotta da satana che bugiardamente gli aveva fatto credere che così facendo sarebbe stata simile a Dio e che Dio mentiva loro perchè non voleva che gli uomini fossero come Lui solo è. Aveva fatto credere a Eva che Dio era geloso del Suo potere e che non voleva condividerlo con nessuno, nè tantomeno con loro creati dal fango.

Bugiardo! Sempre bugiardo tu o demonio, ti ricordi quando eri Lucifero? Oh… l’angelo della Luce, tu o dannato portavi la Luce di Dio e l’orgoglio si è insediato dentro di te e tu non hai fatto nulla per eliminare la malsana pianta. E così l’orgoglio prima e la presunzione poi ti traviarono completamente e ti indussero alla ribellione. Dio per questo ti ha punito, non perchè avesse voglia di punirti, ma perchè volontariamente decidesti di metterti contro di Lui tuo Creatore.

Stolto! Sempre stolto tu o satana. Eppur non ti odio, ma ti uso, si hai capito bene, ti uso per elevarmi di più al Cielo, la mia dimora, la Casa Santa da cui io provengo e da cui provieni anche tu o demonio, ma tu non vi ritornerai mai più perche quello era ed è e sempre sarà la tua volontà. Io desidero, io voglio, io chiedo a Dio Padre Santo Onnipotente ed Eterno Creatore mio con le preghiere e con le azioni di farmi tornare a Casa, dalla quale per colpa tua o serpente, sono stato allontanato per eseguire la mia prova.

Così è cominciato il mio pellegrinaggio.

Il piccolo è stretto fra le braccia di sua madre che lo ha concepito insieme con il padre del piccolo, ma il concepimento vero, cioè quello della somiglianza con il Creatore, non lo concepisce nè lo crea la madre con il padre del piccolo, quell’impronta è data solo da Dio stesso. “Facciamolo a nostra immagine e somiglianza” disse Dio.

Ma a chi lo disse? Con chi parlava se Egli era solo e Dio?

Egli parlava con Se stesso, cioè Egli che Generò il Figlio da prima di ogni cosa e dall’Amore del Padre e del Figlio Generò lo Spirito Santo, quello che Gesù poi durante la Sua vita e nell’ammaestramento dei Suoi, chiama il Paraclito.

Parlando con Se stesso Santissima Trinità dice facciamolo come noi e Dio essendo Puro Spirito ci fece lo Spirito immortale… come Lui.

E dall’Amore si creò ancora l’Amore e l’uomo fù.

Or dunque, Dio Padre crea l’anima a Sua somiglianza ed essa è pronta, bella, pura, immacolata. Gli uomini sulla terra concepiscono e la creatura appena formata nel seno materno riceve la santità dell’anima pura creata da Dio che era in attesa, nel Suo cielo, e l’anima, somiglianza di Dio Padre abbandona il suo cielo per andare a compiere la sua missione e cioè quella di nascere e di vivere il suo pellegrinaggio sulla terra, la sua prova quindi.

L’anima ha quindi nove mesi di sonnolenza e solitudine, grande cosa l’anima, racchiusa in un minuscolo essere appena formato.

Nove mesi vi resta e in questa sosta sente le pesantezze del suo corpo che pian piano si forma e assume sostanza e per imparare a gestire ciò si industria e si allena. Nove mesi, essi bastano a far dimenticare all’anima da dove essa proviene, la vita farà poi il resto. Se avrà una famiglia buona e devota coltiverà le sue virtù e tornerà a ricordarsi che ha un Padre nei cieli. Se invece no, dimenticherà del tutto da chi essa provenga. Triste cosa!

Nel percorso della vita però, anche fosse totalmente dimentica di Dio Padre, anche alcuno le avesse mai parlato di un Dio, l’anima ha dei sussulti. Si, l’anima d’istinto anela al cielo, se il suo IO non è malvagio abbastanza, il suo corpo non è ricolmo di istinti animali ecco che l’uomo riscopre la sua anima e incomincia  a prendersi cura di essa. Coltiva la sua propria santità ricordandosi che c’è un Dio e che è il suo Padre vero. Senza il vero Padre ci sarebbe solo l’uomo animale che vive e muore e che senza lo spirito creato da Dio la sua esistenza cesserebbe col cessare del suo respiro.

Ma Dio è! E disse: Facciamolo a nostra immagine.

E noi portiamo la Sua immagine dentro di noi, si, la nostra carne riveste lo spirito che Dio ci ha dato a Sua somiglianza a monito di tutti gli animali, per far capire loro che l’uomo è un essere creato per regnare e che tutto il mondo e in esso tutte le sue creature a tale uomo sono sottomessi.

E l’uomo vive i suoi giorni, ma quando essi giungono al termine, come per ogni essere vivente, l’uomo continua a vivere perchè ha in se la somiglianza con Dio Padre, l’uomo è figlio di Dio quindi e vive anche quando la carne ha cessato di respirare. Ciò non avviene per gli animali, la loro vita cessa con il loro ultimo respiro ed essi non son più.

Mentre l’uomo dopo il suo ultimo respiro vive. Il corpo, materia che come ogni cosa di questo mondo deve deteriorarsi, cessa, si consuma, non è più. Ma la sua anima vive e vivrà in eterno.

Or come vivrà in eterno dipenderà da come ha trascorso il suo pellegrinaggio. Se peccatore malvagio e impenitente, l’anima vivrà per sempre in luogo di desolazione e punizione, perchè ha ignorato il suo Dio. Andrà dunque a una pena eterna. Se invece è meritevole, vivrà per sempre nella gioia eterna col Padre suo.

Quest’ultimo è il mio scopo. Io, voglio tornare a Casa. Spero vivamente che sia anche un vostro desiderio. Dio ci benedica.

 

 

 

 

 

 

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