Oggetti immagini Sacre Benedette

Oggetti immagini Sacre Benedette

oggetti immagini sacre benedette

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Oggetti immagini Sacre Benedette :  Gli oggetti e le immagini sacre e benedette, vanno messe bene in vista negli ambienti e sono anch’essi segno di protezione mediante la nostra fede:il Crocifisso, il S. Cuore, le immagini di Gesù, della Madonna, di S. Michele Arcangelo, le medaglie, i santini e le reliquie, l’ulivo benedetto…etc

E’ bene anche che i componenti della famiglia si ritrovino insieme, stabilendo un tempo preciso di preghiera da tenersi davanti a queste immagini sacre (l’ideale sarebbe la recitazione quotidiana e familiare del Santo Rosario).

Gli oggetti e i segni sacri, quando non siano ingombranti, possono anche essere portati dalle persone stesse come segno di protezione(in un taschino, al collo, sull’auto etc.) , come segno evidente di appartenenza a Dio.

Il Crocifisso

Il crocifisso è il libro più bello, più autentico, più luminoso della Sapienza di Dio.

Il crocifisso è il flagello dei demoni, il rimedio contro le tentazioni, la morte della natura ribelle, il canale della Grazia, la via del cielo.

Il crocifisso è la luce che rischiara, il sole che riscalda, l’alimento che nutre, la sorgente che rinfresca.

La dolcezza che inebria. la bellezza che incanta.. la solitudine che riposa.. la fortezza ove ci si rinchiude. la fornace dove ci si consuma.. l’oceano dove ci si immerge. l abisso dove ci si perde.

Guarda spesso il crocifisso, contempla il crocifisso, ama il crocifisso, bacia il crocifisso, porta sempre con te il tuo crocifisso.

 

 

Abbi Gesù Crocifisso per modello, la SS. Eucaristia per conforto, Maria per Madre.

Vuoi sapere ciò che vale la tua anima? Guarda il crocifisso

Vuoi farti un’idea della gravità del peccato? Medita il crocifisso

Vuoi conoscere quanto Dio ti ama? Contempla il crocifisso

Il mio crocifisso lo porto dappertutto e lo preferisco a tutto.

Il mio crocifisso quando sono debole mi da forza, quando cado mi rialza, quando mi scoraggio mi rianima, quando piango mi consola, quando soffro mi guarisce, quando tremo mi rassicura, quando lo chiamo mi risponde.

Nel mio crocifisso trovo tutto, non voglio desiderare, cercare, domandare, possedere se non il mio Crocifisso.

Il mio crocifisso mi custodirà e proteggerà in vita, mi rassicurerà in morte, mi coronerà nell’eternità la cui beatitudine dovrò al mio crocifisso.

Amiamo il nostro crocifisso sull’esempio dei anti

Gesù ha rivelato a S. Geltrude:” Ti confido che mi torna assai gradito vedere lo strumento del mio supplizio circondato d’amore e di rispetto “. La santa ebbe pure, per speciale luce divina il seguente insegnamento: quando un’anima guarda il crocifisso deve pensare che Gesù le dica con bontà ” ecco come per tuo amore ho voluto essere appeso nudo, sfigurato, coperto di piaghe, con le membra violentemente distese sopra una croce! Il mio Cuore è così pieno d’amore per te che se per salvarti fosse necessario, sopporterei di nuovo e volentieri per te solo, tutto quello che ho sofferto per salvare il mondo intero. “

 

La Medaglia Miracolosa

Era il 27 novembre. Questa è l’apparizione più importante e fondamentale. In essa l’umile Santa Caterina ebbe la rivelazione della celebre Medaglia miracolosa, e la Madonna le spiegò in che cosa consisteva la missione che voleva affidarle. Una missione vasta quanto la terra. Proprio lei, l’umile e ignorata Suor Caterina, veniva eletta perché facesse conoscere a tutti gli uomini il celeste pegno di misericordia che l’Immacolata si degnava donare all’umanità. E Suor Caterina si metterà all’opera non risparmiandosi nelle prove e nelle sofferenze a cui verrà sottoposta. Era sicura dell’aiuto di Colei che è la Regina dell’universo, e prima o poi, quindi, sarebbe arrivata l’ora della diffusione di questa medaglina, piccolo tesoro di grazia. Per Suor Caterina, del resto, dovette essere ben poca cosa sacrificarsi senza risparmio per la Regina Immacolata che l’aveva inebriata delle sue celestiali apparizioni. Ella stessa ha descritto in modo dettagliato anche questa seconda e più celebre apparizione. Leggiamola con amore.

Bellezza indescrivibile

“Il 27 novembre 1830, che capitava il sabato antecedente alla prima domenica di Avvento, alle cinque e mezzo di sera, facendo la meditazione in profondo silenzio, mi parve di sentire dal lato destro della cappella un rumore come il fruscio di una veste di seta. Avendo volto lo sguardo a quel lato, vidi la Santissima Vergine all’altezza del quadro di San Giuseppe. La sua statura era media, e la sua bellezza tale che mi è impossibile descriverla. Stava in piedi, la sua veste era di seta e di color bianco-aurora, fatta, come si dice, à la vierge (“alla vergine”), cioè accollata e con maniche lisce. Dal capo le scendeva un velo bianco sino ai piedi. Aveva i capelli spartiti e una specie di cuffia con un merletto di circa tre centimetri di larghezza, leggermente appoggiato sui capelli. Il viso era abbastanza scoperto; i piedi poggiavano sopra un globo; o meglio, sopra un mezzo globo, o almeno io non ne vidi che una metà (più tardi la Santa confesserà di aver visto sotto i piedi della Vergine anche un serpente color verdastro chiazzato di giallo).

Le sue mani, elevate all’altezza della cintura, mantenevano in modo naturale un altro globo più piccolo che rappresentava l’universo. Ella aveva gli occhi rivolti al cielo, e il suo volto diventò risplendente, mentre presentava il globo a Nostro Signore.

Tutto ad un tratto le sue dita si ricoprirono di anelli, ornati di pietre preziose, le une più belle delle altre, le une più grosse e le altre più piccole, le quali gettavano dei raggi gli uni più belli degli altri questi raggi partivano dalle pietre preziose; le più grosse gettavano raggi più grandi, e le più piccole raggi meno grandi, sicché tutta se ne riempiva la parte inferiore, e io non vedevo più i suoi piedi…”.

” Fate coniare una medaglia… ”

“Mentre io ero intenta a contemplarla, la Santissima Vergine abbassò gli occhi verso di me e intesi una voce che mi disse queste parole: ” Questo globo che vedete rappresenta tutto il mondo, in particolare la Francia ed ogni singola persona… “. Io qui non so ridire ciò che provai e ciò che vidi, la bellezza e lo splendore dei raggi così sfolgoranti! … E la Vergine Santissima aggiunse: ” Sono il simbolo delle Grazie che io spargo sulle persone che me le domandano “, facendomi così comprendere quanto è dolce pregare la Santissima Vergine e quanto Ella è generosa con le persone che La pregano; quante grazie Ella accorda alle persone che gliele cercano e quale gioia Ella prova nel concederle. In quel momento, io ero e non ero… Non so…. io godevo. Ed ecco formarsi intorno alla SS.Vergine un quadro alquanto ovale, sul quale in alto, a modo di semicerchio dalla mano destra alla sinistra di Maria si leggevano queste parole scritte a lettere d’oro: ” O Maria, concepita senza peccato, pregate per noi che ricorriamo a Voi “.

Allora si fece sentire una voce che mi disse: ” Fate coniare una medaglia su questo modello; tutte le persone che la porteranno, riceveranno grandi grazie specialmente portandola al collo; le grazie saranno abbondanti per le persone che la porteranno con fiducia… “. All’istante mi parve che il quadro si voltasse e io vidi il rovescio della Medaglia. Vi era la lettera M (iniziale del nome Maria) sormontata da una croce senza crocifisso che aveva come base la lettera I (iniziale del nome Iesus, Gesù). Più sotto poi vi erano due cuori, uno circondato da spine (quello di Gesù), l’altro trapassato da una spada (quello di Maria). Dodici stelle infine circondavano il tutto. Poi tutto disparve, come qualcosa che si spegne, ed io sono rimasta ripiena non so di che, di buoni sentimenti, di gioia, di consolazione”.

 

 

 

La Medaglia di San Benedetto

Spiegazione delle Iniziali presenti sulla Medaglia:

C.S.P.B.

Crux Sancti Patris Benedicti

La Croce del Santo Padre Benedetto

C.S.S.M.L.

Crux Sacra Sit Mihi Lux

La Croce Santa sia la mia luce

N.D.S.M.D.

Non Drago Sit Mihi Dux

Non sia il demonio il mio condottiero

V.R.S.

Vade Retro, Satana!

Allontanati, Sanata!

N.S.M.V.

Numquam Suade Mihi Vana

Non mi attirare alle vanità

S.M.Q.L.

Sunt Mala Quae Libas

Son mali le tue bevande

I.V.B.

Ipse Venena Bibas

Bevi tu stesso i tuoi veleni

Preghiera: Croce del Santo Padre Benedetto. Croce santa sii la mia luce e non sia mai il demonio mio capo. Va’ indietro, Satana; non mi persuaderai mai di cose vane; sono cattive le bevande che mi offri, bevi tu stesso il tuo veleno. Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

 

 

 

 

 

 

 

Uno degli episodi più noti di possessione diabolica, riportato in vari libri per la documentazione storicamente esatta che ci ha tramandato i fatti, è quello riguardante i due fratelli Burner, di Illfurt (Alsazia), che furono liberati con una serie di esorcismi nel 1869. Ebbene, un giorno, tra i tanti gravissimi dispetti del demonio, si sarebbe dovuta rovesciare la carrozza che trasportava l’esorcista, accompagnato da un monsignore e da una suora. Ma il demonio non poté attuare il suo proposito perché, al momento della partenza, era stata data al cocchiere una medaglia di San Benedetto, a scopo protettivo e il cocchiere se l’era messa devotamente in tasca. (da Don Gabriele Amorth, “Un esorcista racconta” Ed. Dehoniane, Roma)

Notizie storiche:

Le origini della medaglia di San Benedetto sono antichissime. Papa Benedetto XIV ne ideò il disegno e col “Breve” del 1742 approvò la medaglia concedendo delle indulgenze a coloro che la portano con fede. Sul diritto della medaglia, San Benedetto tiene nella mano destra una croce elevata verso il cielo e nella sinistra il libro aperto della santa Regola. Sull’altare é posto un calice dal quale esce una serpe per ricordare un episodio accaduto a San Benedetto: il Santo, con un segno di croce, avrebbe frantumato la coppa contenente il vino avvelenato datogli da monaci attentatori. Attorno alla medaglia, sono coniate queste parole: ” EIUS IN OBITU NOSTRO PRESENTIA MUNIAMUR ” (Possiamo essere protetti dalla sua presenza nell’ora della nostra morte). Sul rovescio della medaglia, figura la croce di San Benedetto e le iniziali dei testi. Questi versi sono antichissimi. Essi appaiono in un manoscritto del XIV sec. a testimonianza della fede nella potenza di Dio e di San Benedetto. La devozione della Medaglia o Croce di San Benedetto, divenne popolare intorno al 1050, dopo la guarigione miracolosa del giovane Brunone, figlio del conte Ugo di Eginsheim in Alsazia. Brunone, secondo alcuni, fu guarito da una grave infermità, dopo che gli fu offerta la medaglia di San Benedetto. Dopo la guarigione, divenne monaco benedettino e poi papa: é san Leone IX, morto nel 1054. Tra i propagatori bisogna annoverare anche san Vincenzo de’ Paoli.

La Medaglia di San Benedetto non è magica!

Numerosi sono gli effetti benefici attribuiti alla stessa: guarigioni, protezione contro il demonio, grazia di preparazione ad una santa morte… Ma attenzione, la medaglia non e un talismano che annullerebbe le prove della nostra vita, ma un mezzo che ci può aiutare a superarle. Le parole scritte attorno alla croce sono quelle che Benedetto pronunciò rispondendo alla tentazione del demonio. Possiamo farle nostre in uno spirito di fede, sapendo che la Croce di Cristo é pegno della nostra vittoria e della nostra salvezza. Questa medaglia è un sacramentale della Chiesa Cattolica, un segno sacro dal quale sono signifìcati e ottenuti effetti, grazie alla preghiera della Chiesa. Per trarre vantaggi da questa preghiera e da questa medaglia, non basta farla benedire e portarla come se fosse un portafortuna: i benefici che speriamo di ottenere sono proporzionati alla crescita della nostra fede e della nostra fiducia in Dio e in San Benedetto

 

Lo Scapolare della Madonna del Carmelo

Lo Scapolare della Madonna del Carmine è l’abito dei Carmelitani. Indossarlo significa appartenere alla famiglia del Carmelo.
Lo Scapolare è chiamato anche “Abitino”, piccolo abito, perché riproduce in piccolo le dimensioni l’abito dell’ordine. Portare lo scapolare del Carmine, o abitino, è una delle devozioni più amate fra il popolo di Dio.
Rivestire l’abitino significa consacrarsi a Maria, essere riconosciuti da Lei come figli prediletti. Rispondendo all’amore della Vergine Maria, i suoi devoti vivono sicuri della sua protezione nei pericoli della vita, nell’ora della morte, certi che anche dopo la morte interverrà per loro “Colei che con la sua materna carità si prende cura dei fratelli del Figlio suo…fino a che non siano condotti nella patria beata”(LG 62).
L’aggregazione della Famiglia Carmelitana e la familiarità con Maria, assume un carattere fondamentalmente comunitario ed ecclesiale, perché Maria “aiuta tutti i suoi figli, dovunque e comunque vivano, a trovare in Cristo la via verso al casa del Padre”(RM 47).
Lo Scapolare è il piccolo segno del grande ideale del Carmelo: l’amicizia, l’intimità con Dio.
Lo Scapolare è formato da due pezzi di stoffa marrone collegati fra loro da un esile fettuccia o cordoncino.
Normalmente va portato attorno al collo. Nella confezione degli scapolari si ama unire sulla stoffa marrone l’immagine di Maria ed alcuni aggiungono quella del Sacro Cuore.

Scapolare ed impegno cristiano

Ricevere lo Scapolare, che è la sintesi dell’abito carmelitano, equivale ad entrare a far parte della famiglia carmelitana e goderne i benefici, in particolare la spiritualità mariana, e la protezione di Maria, in vita, nell’ora della morte e dopo la morte.
Nella vita quotidiana significa:
Vivere da “fratelli” o “sorelle” in comunione con il Carmelo, cercando di approfondirne la vita e gli ideali.
Dare a Maria sempre più spazio nella propria vita, cercando di vivere nel proprio ambiente la fedeltà a Cristo con lo spirito di Maria.
Imitare la “Vergine orante ” che custodiva la parola di Dio nel suo Cuore”(Lc 2, 19.51), dedicando qualche tempo all’incontro con Dio nella preghiera.
Vivere la castità dell’anima e del corpo, del cuore e dei sensi secondo il proprio stato e le esigenze evangeliche di ogni vocazione.
Maria è invocata come la “bellezza del Carmelo”. Per la via della bellezza tutta la natura, valorizzata e rispettata, canta così con gioia le lodi del suo Creatore, e la devozione a Maria si rivela ancora una volta ” un aiuto potente per l’uomo in cammino verso la conquista della sua pienezza”(MC, 56).

Suggerimenti pratici

La benedizione e consegna dello Scapolare può essere fata da tutti i sacerdoti e diaconi del Carmelo e da ogni sacerdote e diacono che ne abbia ricevuto la facoltà dai Superiori dell’Ordine.
Lo Scapolare può essere sostituito con la “Medaglia Scapolare”, recante da una parte l’immagine del Sacro Cuore e dall’altra quella della Madonna. Sia la Medaglia che lo Scapolare possono essere cambiati senza che intervenga una nuova benedizione.

Persevera nella devozione a Maria con una valida testimonianza di vita cristiana.
Dedica ogni giorno qualche tempo all’incontro con Dio. Se ti è possibile, accostati all’Eucaristia frequentemente. Ti suggeriamo alcune pratiche possibili a scelta:
-recita quotidiana di qualche parte dell’ufficio divino;
oppure
-recita della terza parte del Rosario;
oppure
-un breve tempo di “Lectio Divina”;
oppure
– recita di 7 Padre, Ave, Gloria.

Il giorno di Sabato è dedicato a Maria, ricorda di pregarla in modo particolare.
Il 16 luglio è la solenne festa annuale della Madonna del Carmine.

Prima di coricarti recita tutte le sere una di questa preghiere:

” Fior del Carmelo
o vite in fiore, splendore del cielo,
Tu solamente sei Vergine e Madre,
Madre dolcissima, sempre illibata: ai tuoi devoti dà protezione,
Stella del Mare “.

oppure

“Sotto la tua protezione troviamo rifugio
santa Madre di Dio:
non disprezzare le suppliche di
noi che siamo nella prova, e liberaci da ogni pericolo, o vergine gloriosa e benedetta “.

(Tratto dal libro ” Preghiere per le anime dei nostri defunti in Purgatorio ” editrice Shalom)

La grande promessa della Madonna del Carmine per chi porta l'”Abitino”

La Regina del Cielo, apparendo tutta raggiante di luce, il 16 luglio 1251, al vecchio generale dell’Ordine carmelitano, San Simone Stock (il quale l’aveva pregata di dare un privilegio ai Carmelitani), porgendogli uno scapolare-detto comunemente “Abitino”- così gli parlò:”Prendi figlio dilettissimo, prendi questo scapolare del tuo Ordine, segno distintivo della mia Confraternita, privilegio a te e a tutti i Carmelitani. Chi morrà rivestito di questo abito non soffrirà il fuoco eterno; questo è un segno di salute, di salvezza nei pericoli, di alleanza di pace e di patto sempiterno”. Detto questo, la vergine scomparve in un profumo di Cielo, lasciando nelle mani di Simone il pegno della Prima “Grande Promessa”.
La Madonna, dunque, con la sua rivelazione, ha voluto dire che chiunque indosserà per sempre l’Abitino, non solo sarà salvato eternamente, ma sarà salvato dai pericoli. Non bisogna credere minimamente, però che la Madonna, con la sua grande promessa, voglia ingenerare nell’uomo l’intenzione di assicurarsi il Paradiso, continuando continuamente a peccare, o forse la speranza di salvarsi anche privo di meriti, ma piuttosto che in forza della Sua Promessa, Ella si adopera in maniera efficace per la conversione del peccatore, che porta con fede e devozione l’Abitino fino in punto di morte.

Condizioni per ottenere il frutto della Grande Promessa della Madonna.

1) Ricevere al collo l’Abitino dalle mani di un sacerdote a ciò autorizzato, il quale, imponendolo, recita una sacra formula di consacrazione alla Madonna. Ciò è necessario solo la prima volta che s’indossa l’Abitino, esso si mette al collo con le proprie mani.

2) L’Abitino, dev’essere tenuto, giorno e notte, indosso e precisamente al collo, in modo che una parte scenda sul petto e l’altra sulla spalle. Chi lo porta in tasca, nella borsetta o appuntato sul petto non partecipa alla Grande Promessa.

3) E’ necessario morire rivestito del sacro Abitino. Chi l’ ha portato per tutta la vita ed in punto di morte se lo toglie, non partecipa alla Grande Promessa della Madonna.

Alcuni chiarimenti

L’Abitino (che non è altro che una forma ridotta dell’abito dei religiosi carmelitani), deve essere necessariamente di panno di lana e non di altra stoffa, di forma quadrata o rettangolare, di colore marrone o nero. L’immagine su di esso, della Beata Vergine, non è necessaria ma è di pura devozione. Scolorandosi l’immagine o staccandosi, l’Abitino vale lo stesso.
L’Abitino consumato si conserva, o si distrugge bruciandolo, e il nuovo non ha bisogno di benedizione.
Chi per qualche motivo, non può portare l’Abitino di lana, può sostituirlo,(dopo averlo indossato di lana in seguito all’imposizione fatta dal sacerdote), con una medaglietta che abbia da una parte l’effige di Gesù e del suo Sacro Cuore e dall’altra quella della Beata Vergine del Carmelo.
L’Abitino si può lavare, ma prima di toglierlo dal collo, è bene sostituirlo con un altro o con una medaglietta, in modo che non si resti mai privi di esso.
Non è necassario che l’Abitino tocchi direttamente il corpo, ma può portarsi sugli indumenti, purchè sia messo al collo.
Chi porta l’Abitino, pur non essendo obbligato, è bene che reciti spesso la Giaculatoria: “O Maria Santissima del Carmelo, pregate per noi”.
Baciando lo Scapolare proprio o quello di altra persona, si lucra l’indulgenza di 550 giorno ogni volta, indulgenza che non si lucra baciando la medaglia.

PRIVILEGIO SABATINO

Il privilegio sabatino, è una seconda Promessa (riguardante l’Abitino) che la Madonna fece in una Sua apparizione, ai primi del 1300, al Pontefice Giovanni XXII, al quale, la Vergine comandò di confermare in terra , il privilegio ottenuto da lei in Cielo, dal suo diletto Figlio.
Questo grande privilegio , offre la possibilità di entrare in Paradiso il primo sabato dopo la morte. Ciò vuol dire che, coloro che otterranno questo privilegio, staranno in Purgatorio, massimo una settimana, e se avranno la fortuna di morire di sabato, la Madonna li porterà subito in Paradiso.
Non bisogna confondere la Grande Promessa (riguardante l’Abitino) della Madonna con il Privilegio Sabatino. Nella Grande Promessa, fatta a san Simone Stock, non sono richieste nè preghiere, nè astinenze, ma basta portare con fede e devozione giorno e notte indosso, fino al punto di morte, la divisa carmelitana, che è l’abitino, per essere guidati ed aiutati in vita dalla Madonna e per fare una buona morte, o meglio, per non patire il fuoco dell’Inferno.
Per quanto riguarda il Privilegio Sabatino, che riduce ad una settimana , al massimo, la sosta nel Purgatorio, la Madonna chiede che oltre a portare l’Abitino si facciano anche preghiere e alcuni sacrifici in Suo onore.

CONDIZIONI VOLUTE DALLA MADONNA PER OTTENERE IL PRIVILEGIO SABATINO

1) Portare giorno e notte indosso l’Abitino, come per la prima Grande promessa.
2) Essere iscritti nei registri di una Confraternita Carmelitana ed essere, quindi, confratelli Carmelitani.
3) Osservare la castità secondo il proprio stato.
4) Recitare ogni giorno le ore canoniche (cioè l’ufficio Divino o il Piccolo Ufficio della Madonna). Chi non sa recitare queste preghiere, deve osservare i digiuni della Santa Chiesa (salvo se non è dispensato per legittima causa) ed astenersi dalle carni, nel mercoledì e sabato per la Madonna e nel Venerdì per Gesù, eccetto il giorno del S. Natale.
La S Chiesa, per venire incontro ai fedeli, dà al sacerdote, che impone l’Abitino, la facoltà di commutare la recita delle ore canoniche e l’astinenza del mercoledì e del sabato in alcune facili preghiere a piacimento del sacerdote stesso. Tutte queste pratiche, generalmente vengono commutate nella recita quotidiana del Santo Rosario oppure di sette Pater, Ave, Gloria e nell’astinenza dalla carne il mercoledì in onore della Madonna del Carmine.

ALCUNE PRECISAZIONI

Chi non osserva la recita delle suddette preghiere o l’astinenza dalle carni non commette alcun peccato; dopo la morte, potrà entrare anche subito in Paradiso per altri meriti, ma non godrà del Privilegio Sabatino.
La commutazione dell’astinenza dalle carni in altra penitenza si puo’ chiedere a qualunque sacerdote.

PREGHIERA ALLA MADONNA DEL CARMELO

L’Abitino che io porto
è sicuro mio conforto
e lo stimo mio tesoro
più d’argento, gemme e oro.

Da Voi spero, Gran Signora,
ciò che voi diceste allora
a Simone Vostro amato,
dando l’abito sacrato.

Prometteste certamente,
a chi li porta piamente,
esentar da cruda sorte
ed in vita e dopo morte.

Ed il sabato che viene,
esentarlo dalle pene
col sovrano Vostro zelo
e condurlo poi nel Cielo.

Orsù dunque Verginella,
Madre, Sposa, tutta bella,
me infelice liberate
d’ogni male consolate.

Aiutatemi nei guai
mentre afflitto sono assai,
specialmente, allora, quando
il mio fiato sta spirando.

Allora sì datemi aita,
d’impetrar l’eterna vita,
e sfuggire in tutti i modi
di Lucifer le frodi.

Fate allora che io gioendo
e con gli angeli godendo,
canti dolce melodia,
Viva, viva del Carmine Maria.

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