Chi è satana

Chi è satana

Chi è satana  –

azione del diavolo sui corpi e sulle cose

chi è satana

Per la Chiesa Cattolica, il diavolo non è semplicemente un simbolo del male, ma un personaggio realmente esistente, dotato quindi di una sua personalità, di una sua volontà, quindi di libero arbitrio come gli esseri umani… ed è cattivo.

Chi ha creato il diavolo? Ovviamente Dio. E perché lo ha creato?

Bisogna dire che, secondo la dottrina cattolica, il diavolo in origine era un angelo buono e quest’angelo un bel giorno si ribellò a Dio. Divenne cattivo senza bisogno di un altro diavolo che lo tentasse.

Ma perché mai Dio avrebbe creato questo angelo?
Essendo onnisciente avrebbe dovuto sapere che si sarebbe trasformato in diavolo. Qual è quindi lo scopo del diavolo?

L’unico scopo evidente è quello di tentare l’uomo spingendolo a commettere il male. L’utilità del diavolo è quindi quella di metterci alla prova, un test per vedere se siamo capaci di resistere alle tentazioni.
Nel Catechismo della Chiesa Cattolica, parte prima, sezione seconda, capitolo primo, articolo 1, paragrafo 7, comma secondo (La caduta degli angeli), è scritto:
Dietro la scelta disobbediente dei nostri progenitori c’è una voce seduttrice, che si oppone a Dio, la quale, per invidia, li fa cadere nella morte. La Scrittura e la Tradizione della Chiesa vedono in questo essere un angelo caduto, chiamato Satana o diavolo.

La Chiesa insegna che all’inizio era un angelo buono, creato da Dio.
“Il diavolo infatti e gli altri demoni sono stati creati da Dio naturalmente buoni, ma da se stessi si sono trasformati in malvagi” [Concilio Lateranense IV (1215)].

La storia riportata dalla Bibbia cristiana, è che in origine Lucifero fosse il cherubino più bello, più splendente e più vicino a Dio, chiamato quindi Lucifero (“portatore di luce”), che però, proprio per questa sua vicinanza, credette d’essere non solo come Dio, ma più potente dell’Onnipotente stesso, peccando cosi di superbia e ribellandosi al volere di Dio (come è scritto: “Similis ero Altissimo”, cioè “Sarò simile all’Altissimo”, Isaia, 14,14). Raduna a sé un terzo delle schiere angeliche e muove guerra contro l’Onnipotente, che lo vince e lo precipita dal Cielo insieme ai suoi angeli devoti. La loro caduta dura 9 giorni, ed infine l’Inferno si spalanca sotto di loro, inghiottendoli. Secondo la tradizione, in quel momento il vero nome di Lucifero viene “cancellato dai Cieli”, con l’imposizione che nessuno lo pronunci mai più, e col comando che venga chiamato da allora in avanti “Satàn” (cioè, l'”Avversario”). Comunque, lontani dalla luce divina, i meravigliosi angeli si mutano in orridi demoni, e da allora il solo scopo del demonio, invidioso, furente e menzoniere, è quello di trascinare gli uomini, novelli e privilegiati figli di Dio, nella sua dimora di disperazione per l’eternità.

Tale “caduta” consiste nell’avere, questi spiriti creati, con libera scelta, radicalmente ed irrevocabilmente rifiutato Dio e il suo Regno.
Troviamo un riflesso di questa ribellione nelle parole rivolte dal tentatore ai nostri progenitori: “Diventerete come Dio” (Genesi 3,5). “Il diavolo è peccatore fin dal principio” (1Gv 3,8), “padre della menzogna” (Gv 8,44).

A far sì che il peccato degli angeli non possa essere perdonato è il carattere irrevocabile della loro scelta, e non un difetto dell’infinita misericordia divina.
“Non c’è possibilità di pentimento per loro dopo la caduta come non c’è possibilità di pentimento per gli uomini dopo la morte” [San Giovanni Damasceno, De fide orthodoxa, 2, 4: PG 94, 877C]

La Scrittura attesta la nefasta influenza di colui che Gesù chiama “omicida fin dal principio” (Gv 8,44), e che ha perfino tentato di distogliere Gesù dalla missione affidatagli dal Padre [Cf Mt 4,1-11 ]. “Il Figlio di Dio è apparso per distruggere le opere del diavolo” (1Gv 3,8). Di queste opere, la più grave nelle sue conseguenze è stata la seduzione menzognera che ha indotto l’uomo a disobbedire a Dio.

La potenza di Satana però non è infinita. Egli non è che una creatura, potente per il fatto di essere puro spirito, ma pur sempre una creatura: non può impedire l’edificazione del Regno di Dio. Sebbene Satana agisca nel mondo per odio contro Dio e il suo Regno in Cristo Gesù, e sebbene la sua azione causi gravi danni – di natura spirituale e indirettamente anche di natura fisica – per ogni uomo e per la società, questa azione è permessa dalla divina Provvidenza, la quale guida la storia dell’uomo e del mondo con forza e dolcezza. La permissione divina dell’attività diabolica è un grande mistero, ma “noi sappiamo che tutto concorre al bene di coloro che amano Dio” (Rm 8,28).

Satana è, come tutte le creature e come tutte le cose nell’Universo, una creatura di Dio, quindi non sarà mai come Dio, non potrà mai esserlo, anche se ha molto potere sull’Uomo. Non potrà e riuscirà mai a contrastare l’edificazione del Regno di Dio.

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della Comunità Cattolica “Cristo Maestro”

La realtà del Male

” Quali sono oggi i bisogni maggiori della Chiesa? Non vi stupisca come semplicistica, o addirittura come superstiziosa e irreale, la nostra risposta: uno dei bisogni maggiori è la difesa da quel male che chiamiamo demonio. Il male non è più una deficienza, ma un’efficienza, un essere vivo, spirituale, pervertito e pervertitore. Terribile realtà. Misteriosa e paurosa. Esce dal quadro dell’insegnamento biblico ed ecclesiastico chi si rifiuta di riconoscerla esistente, non avente esso pure, come ogni creatura, origine da Dio; oppure la spiega come una pseudo-realtà, una personificazione concettuale e fantastica delle cause ignote dei nostri malanni “.

(Paolo VI, Disc. 15-11-1975)

Parlare troppo del maligno è certamente un male; non parlarne mai è sicuramente un male maggiore. Ignorarlo ci espone infatti al rischio di esserne divorati, secondo il detto dell’Apostolo (1 Pt 5,8). Sappiamo però che Cristo è venuto “per distruggere le opere del diavolo” (1 Gv 3,8). Esso agisce contro la Chiesa fin dal suo nucleo embrionale, ossia i Dodici; Gesù infatti disse a Pietro: “Simone, Simone, ecco, Satana vi ha cercato per vagliarvi, ma Io ho pregato per te, che non venga meno la tua fede” (Lc 22,31). Uno dei Dodici ne subisce la totale fascinazione: “Satana entrò in lui” (Gv 13,27). L’Apostolo Paolo mette in guardia la sua comunità di Corinto, dicendo ai cristiani di stare attenti, perché il diavolo si presenta sotto aspetti irriconoscibili per trarre in inganno l’ingenuità dell’uomo: “…si maschera da angelo di luce” (2 Cor 11,14). Gli spiriti delle tenebre sono molto numerosi e disposti in ordini gerarchici (cfr. Ef 6,12 e Col 2,15).

Nel Vangelo i demoni riconoscono Gesù e gridano di disperazione quando lo incontrano (cfr. Mc 1,23). Talvolta Gesù ha dei brevi colloqui col demonio, che parla per bocca degli ossessi (cfr. Mt 8,28ss). In certi casi c’è un solo spirito immondo che possiede la persona, in altri sono molti. L’autorità di Gesù dispone in maniera assoluta del loro destino.

L’origine e la personalità di satana

La Chiesa non ha mai voluto approfondire eccessivamente questo argomento, e perciò in questa sede possiamo solo riproporre i pochi dati a nostra disposizione. La Scrittura lo conosce con diversi nomi di derivazione sia ebraica che greca; i più diffusi sono: Satana, dall’ebraico satan, che vuol dire “avversario”, e diavolo, dal grecodiaballo (diaballw), che significa “mettere per traverso”. A questi nomi si aggiungono poi numerose definizioni come “padre della menzogna”, “omicida”, “principe di questo mondo”, “la Bestia”.

La Scrittura indica l’origine di Satana in una “caduta dalla sfera celeste”. Lo vediamo già in Ez 14,12-15: “Come mai sei caduto dal cielo, Lucifero, figlio dell’aurora?”. Anche Gesù allude a questa caduta, quando dice ai suoi discepoli di ritorno dall’evangelizzazione: “Io vedevo Satana cadere dal cielo come la folgore” (Lc 10,18). Infine Ap 12,7-9 riprende questo tema, mostrando l’apostasia degli spiriti angelici e lo scisma conseguente. Anche qui il fenomeno è descritto nei termini di una caduta.

Un altro problema è quale sia stata la causa della separazione degli angeli. Qui siamo nel campo delle ipotesi. Risale ai primi Padri della Chiesa (Giustino, Ireneo, Tertulliano e altri) l’idea che gli angeli siano stati messi da Dio in condizione di scegliere liberamente tra due possibilità, quella di servirLo e quella di andarsene per conto proprio. In ogni caso Dio non intendeva essere amato per forza e ha atteso anche dagli angeli una opzione per Lui o contro di Lui. Una parte di loro hanno scelto di andarsene, creando una realtà autonoma e senza Dio. I Padri della Chiesa citati tra parentesi pensano che una parte gli angeli avesse ritenuto una cosa assurda che un essere tratto dalla terra, come l’uomo, fosse stato creato a immagine di Dio. Da qui il loro allontanamento.

Un’altra ipotesi che tenta di spiegare la caduta degli angeli è quella secondo cui essi reagirono diversamente alla rivelazione del progetto dell’Incarnazione del Figlio e che questo sia stato proprio il termine di confronto che avrebbe spinto Satana e i suoi angeli ad andarsene: in sostanza, avrebbero rifiutato l’idea di dovere adorare Dio in una creatura inferiore, quale è l’uomo.

L’insegnamento ufficiale della Chiesa non ha mai confermato nessuna delle due ipotesi, limitandosi a dire che l’apostasia degli angeli fu causata da un peccato di superbia compiuto da una parte di loro che perciò venne espulsa dalla presenza di Dio.


Da Lucifero a satana

“Sì, Dio ha creato l’uomo per l’immortalità;
lo fece a immagine della propria natura.
Ma la morte è entrata nel mondo per invidia del diavolo;
E ne fanno esperienza coloro che gli appartengono”
(Libro della Sapienza capitolo 2 versetti 23-24)

” Negli inferi è precipitato il tuo fasto, la musica delle tue arpe; sotto di te v’è uno strato di marciume, tua coltre sono i vermi. Come mai sei caduto dal cielo, Lucifero, figlio dell’aurora? Come mai sei stato steso a terra, signore di popoli? Eppure tu pensavi: Salirò in cielo sulle stelle di Dio innalzerò il trono, dimorerò sul monte dell’assemblea, nelle parti più remote del settentrione. Salirò sulle regioni superiori delle nubi, mi farò uguale all’Altissimo. E invece sei stato precipitato negli inferi, nelle profondità dell’abisso! ” (Libro di Isaia, capitolo 14, versetti 11-15).

” Tu eri un modello di perfezione, pieno di sapienza, perfetto in bellezza; in Eden, giardino di Dio, tu eri coperto d’ogni pietra preziosa: rubini, topazi, diamanti, crisoliti, ònici e diaspri, zaffiri, carbonchi e smeraldi; e d’oro era il lavoro dei tuoi castoni e delle tue legature, preparato nel giorno in cui fosti creato. Eri come un cherubino ad ali spiegate a difesa; io di posi sul monte santo di Dio e camminavi in mezzo a pietre di fuoco. Perfetto tu eri nella tua condotta, da quando sei stato creato finchè fu trovata in te l’iniquità.il tuo cuore si era inorgoglito per la tua bellezza, la tua saggezza si era corrotta a causa del tuo splendore, ti ho gettato a terra e ti ho posto davanti ai re che ti vedano. ” (Libro di Ezechiele, capitolo 28, versetti 1-17).

Dio ha diviso le responsabilità tra le diverse alte gerarchie angeliche. Uno di questi angeli si chiamava Lucifero. Egli potrebbe essere stato un arcangelo, sebbene sia Michele l’unico nella Sacra Scrittura ad avere questo appellativo (Cfr Lettera di Giuda, capitolo 1, versetto 9).
Lucifero, essendosi ribellato, cadde dal Paradiso, trascinandosi dietro un terzo degli angeli. Ogni creatura dell’universo, moralmente libera, deve ad un certo momento, prendere una decisione finale: allearsi con Dio o agire da se stesso, (Lucifero scelse questa seconda opzione) (cfr libro dell’Apocalisse, capitolo 12, versetti 7-9) o addirittura allearsi con satana.
Alcuni degli angeli decaduti vennero gettati nell’inferno e incatenati fino al giorno del giudizio, mentre altri furono lasciati liberi di opporsi a Dio e al Suo Regno. (cfr Seconda lettera di Pietro, capitolo 2, versetto 4).
Lucifero divenne l’avversario, che è il significato del nome “satana”. Costui è il nemico sia di Dio che dell’uomo. E’ pieno di odio e desiderio di vendetta contro i figli redenti di Adamo, i quali regneranno con Cristo nella gloria.
Satana ed i suoi angeli decaduti, quindi divenuti demoni, sconfitti dalla Croce di Gesù Cristo, sul Calvario, e saranno, alla fine, condannati (cfr Lettera di San Paolo ai Colossesi, capitolo 2, versetto 15 e vangelo di Matteo, capitolo 25, versetto 41). I demoni sono le forze operanti dietro le false religioni, l’idolatria, la magia, la stregoneria, l’occultismo, basta confrontare il libro del Deuteronomio, capitolo 32, versetto 17, il Salmo 96, versetto 5; la Prima lettera di San Paolo ai Corinzi, capitolo 10, versetti 19-20; il libro dell’Apocalisse, capitolo 9, versetti 20-21).
Satana e i demoni sono in uno stato di guerra continua contro la Chiesa e tutti i credenti sono esortati a combattere, a tutti i livelli, le forze spirituali nel regno dell’invisibile ( cfr. Lettera di San Paolo agli Efesini, capitolo 6, versetti 10-15).
Dio permette ai demoni di tentare e ingannare in modo limitato; essi tuttavia non possono prevaricare la volontà umana (cfr. la Prima lettera ai Corinzi, capitolo 10, versetto 13 e libro di Giobbe, capitolo 1, versetto 19). Satana ha due caratteristiche principali che sono anche le sue armi contro l’umanità e la Chiesa: egli è un accusatore ed un ingannatore (cfr. libro dell’Apocalisse, capitolo 12, versetti 7-10).

Satana (dal greco satànas), o diavolo (dal greco diàbolos) sono infatti termini che significano “calunniatore”, “accusatore” e derivano dall’Antico Testamento. Un altro appellativo è demonio (dal greco daimònion). Nei rotoli di Qumran egli è “Beliar” o “Belian” che, tradotto dall’ebraico significa “privo di qualsiasi valore”. Gli ebrei lo chiamano anche Belzebùl, che viene pronunciato nella forma italiana Belzebù, che è la storpiatura di una “divinità” cananea. Satana, l’angelo decaduto è, sia nel Vecchio che nell’Antico Testamento, sempre in contrasto a Dio e ai suoi progetti. Gesù Cristo lo chiama “principe di questo mondo” (Giovanni 12, 13). Egli dispone delle ricchezze del mondo che dona ai suoi adoratori: “Tutte queste cose io ti darò, se, prostrandoti, mi adorerai” (Vangelo di Matteo, capitolo 4, versetto 9)-. La Sacra Scrittura afferma che gli angeli del Signore erano migliaia di migliaia e miriadi di miriadi. Secondo il Talmud i demoni sono 7.405.926. Denis de Rougemont ha dichiarato: “Il mondo è pieno di demoni, essi imperversano a milioni”.
“Gli empi invocano su di sé la morte con gesti e parole, ritenendola amica si consumano per essa e con essa concludono alleanza, perché sono degni di appartenerle” (Sapienza, 1,16).
“Avete irritato il vostro Creatore, sacrificando ai demoni e non a Dio”. (Baruc 4,7)
“Allora la terra intera presa d’ammirazione, andò dietro alla bestia e gli uomini adorarono il drago perché aveva dato il potere alla bestia e adorarono la bestia”. (Ap 13,3)

Il Papa Paolo VI, il 15 novembre del 1972 dichiarò: “Il male non è solo una mancanza ma una “efficienza”, un essere vivo, spirituale, pervertito e pervertitore. Terribile realtà, misteriosa e spaventosa. Chi rifiuta di riconoscere la sua esistenza, si pone fuori dall’insegnamento biblico e dalla Chiesa: come chi crede che il male sia un “principio” autonomo, che non abbia, come ogni creatura una sua origine in Dio; o chi infine, la voglia spiegare come una forma di personificazione concettuale e fantastica delle cause sconosciute delle nostre sventure”. Il Pontefice parlò di molti diavoli sottoposti a un capo: “Che si tratti non di un solo demonio, ma di molti, diversi passi evangelici ce lo indicano (Luca 11,21; Marco 5, 9); ma uno è principale: satana, che vuol dire avversario, nemico; e con lui molti.conosciamo tuttavia molte cose di questo mondo diabolico, che riguardano la nostra vita e tutta la nostra storia. Il demonio è all’origine della prima disgrazia dell’umanità.da quella caduta di Adamo il demonio acquistò un certo impero sull’uomo”.
Il diavolo ha affermato il suo potere nelle regioni dell’aria, “quello spirito che ora opera negli uomini ribelli” (Lettera di San Paolo agli Efesini, capitolo 2, versetto 2).
Rudolf Stainer a Zurigo, il 13 novembre 1917, durante la conferenza “Dietro le quinte degli eventi esteriori” affermò: “Dall’anno 1841 in poi, una battaglia fu combattuta nelle regioni del mondo spirituale.nell’autunno del 1879, questa battaglia terminò con la cacciata di certi spiriti delle tenebre dal mondo spirituale sulla Terra. Da allora essi sono andati operando tra gli uomini insinuandosi nei loro impulsi di volontà, nelle loro motivazioni, nelle loro idee: insomma in tutti gli affari umani”.
A parte le date citate da Stainer, la Parola di Dio (ispirata e scritta secoli prima), dice chiaramente che: ” Scoppiò una guerra nel cielo: Michele e i suoi angeli combattevano contro il drago. Il drago combatteva con i suoi angeli, ma non prevalsero e nn ci fu più posto per essi in cielo. Il grande drago, il serpente antico, colui che chiamiamo il diavolo e satana e che seduce tutta la terra, fu precipitato sulla terra e con lui furono precipitati anche i suoi angeli “.
(Libro dell’Apocalisse, capitolo 12, versetti 7-9).

” .poiché i demoni sono presenti in ogni parte del mondo, ed essi, separati da Dio, entrano in noi seminandovi i germi della loro energia e intelligenza, allora la mente, (che non è sottomessa a Cristo e allo Spirito Santo di Dio N.D.A.), concepisce gli adulteri, gli stupri, gli omicidi, i patricidi, i sacrilegi, le oppressioni, le rovine e tutte le altre opere demoniache ” (Corpus Hermeticum).
La Parola di Dio dice che il demonio è un essere concreto che “va in giro per il mondo come un leone ruggente, cercando chi divorare” (cfr 1 Pietro 5, 8). Il Concilio Vaticano II in proposito è molto chiaro: “Tutta intera la storia umana è pervasa da una lotta tremenda contro le potenze delle tenebre: lotta cominciata fin dall’origine del mondo e destinata a durare, come dice il Signore, fino all’ultimo giorno” (Gaudium et Spes, 37).
La Parola di Dio nella Bibbia descrive le caratteristiche dell’oppressione diabolica (cfr. Vangelo di Matteo, capitolo 8, versetti 28-33; Vangelo di Marco, capitolo 5, versetti 1-6; vangelo di Luca, capitolo 8, versetti 26-39; Vangelo di Matteo, capitolo 9, versetto 32). Satana ha assegnato a certi demoni a determinati territori, nazioni, città, “culture” e “sottoculture”. Questi demoni cercano di pervertire le persone nel loro territorio e di renderle nemiche di Dio (cfr. il libro di Ezechiele, capitolo 28, versetto 12).
La lettera di San paolo ai Romani, al capitolo 1, versetti 28-32 (ma anche i precedenti) descrivono bene, con grande attualità e realismo, la situazione in cui versa oggi il mondo:
” .E poiché hanno disprezzato la conoscenza di Dio, Dio li ha abbandonati in balìa d’una intelligenza depravata, sicché commettono ciò che è indegno, colmi come sono di ogni sorta di ingiustizia, di malvagità, di cupidigia, di malizia; pieni d’invidia, di omicidio, di rivalità, di frodi, di malignità; diffamatori, maldicenti, nemici di Dio, oltraggiosi, superbi, fanfaroni, ingegnosi nel male, ribelli ai genitori, insensati, sleali, senza cuore, senza misericordia. ”
Gesù ha dimostrato la Sua potenza sui demoni e ha trasmesso questa stessa potenza ai Suoi discepoli (vangelo di Marco, capitolo 16, versetto 17 e libro dell’Apocalisse, capitolo 12, versetto 11).
” Con lui Dio ha dato vita anche a voi, che eravate morti per i vostri peccati.perdonandoci tutti i peccati, annullando il documento scritto del nostro debito, le cui condizioni ci erano sfavorevoli. Egli lo ha tolto di mezzo inchiodandolo alla croce; avendo privato della loro forza i Principati e le Potestà ne ha fatto pubblico spettacolo dietro al corteo trionfale di Cristo ” (Lettera di San Paolo ai Colossesi, capitolo 2, versetto 14). Una vittoria che sarà piena, per i cristiani alla fine dei tempi, ma ora si tratta di “tenere” le posizioni. In quella particolare condizione che in termini spirituali si chiama “già, ma non ancora”.
Il principe di questo mondo è stato giudicato. Gettato fuori, non ha potere sul Cristo che è il vero Re dell’universo a cui tutto deve essere progressivamente assoggettato, perché ogni realtà visibile e invisibile nei cieli e sulla terra è stata creata in vista di Lui e per Lui. La Chiesa non ha mai cessato di ricordare ai suoi fedeli la necessità di combattere satana, i cristiani infatti, “sono nel mondo, ma non appartengono al mondo” (Giovanni 17, 11-14-16, ma a Gesù Cristo che li ha redenti dal dominio di Satana. I veri cristiani non devono preoccuparsi di quanto sta succedendo nel mondo. Perché anche se fosse la fine di questo mondo, i cristiani dovrebbero gioire, perché la loro liberazione è vicina. Ma quando un cattolico va alla Messa che cosa proclama insieme al sacerdote nel momento cruciale dell’Eucarestia? “Annunciamo la Tua morte o Signore e proclamiamo la Tua Resurrezione in attesa della Tua venuta”. E allora? Cosa deve temere il cristiano? Deve solo temere di non essere tanto cristiano. Perché così parla l’Amen, il Testimone fedele e verace, il Principio della creazione di Dio, Gesù Cristo : “Conosco le tute opere: tu non sei né freddo né caldo. Magari tu fossi freddo o caldo! Mai poiché sei tiepido. sto per vomitarti dalla bocca”.

” Il principe di questo mondo è stato giudicato “.
( Vangelo di Giovanni, capitolo 16, versetto 11)

” Il Dio della pace stritolerà ben presto satana sotto i vostri piedi ”
(Lettera di San Paolo ai Romani, capitolo 16, versetto 20)

” E il diavolo che li aveva sedotti, fu gettato nello stagno di fuoco e zolfo, dove sono anche
la bestia e il falso profeta: saranno tormentati giorno e notte per i secoli dei secoli “.
(Apocalisse 20, 10)

” Fuori i cani, i fattucchieri, gli immorali, gli omicidi, gli idolatri
e chiunque ama e pratica la menzogna! ”
(Apocalisse 22,15)


Il Diavolo

tratto da ” Come riconoscere le trappole del Demonio ” di Mons. Bolobanic

Se Dio è un essere perfetto, la pienezza di perfezione, ci si pone la domanda: Come è p ossibile che vicino a un Dio eccellente esista un essere completamente negativo – Diavolo? È stato Dio a crearlo? Quello sarebbe in netta opposizione con la sua perfezione. Da dove arriva, dunque, il Diavolo?

Troviamo la risposta nell’ultimo libro del Nuovo Testamento, l’Apocalisse di San Giovanni Apostolo: ” Scoppiò quindi una guerra nel cielo: Michele e i suoi angeli combattevano contro il drago. Il drago combatteva insieme con i suoi angeli, ma non prevalsero e non ci fu più posto per essi in cielo. II grande drago, il serpente antico, colui che chiamano il diavolo e satana e che seduce tutta la terra, fu precipitato sulla terra e con lui furono precipitati anche i suoi angeli. Allora udii una gran voce nel cielo che diceva: “Ora si è compiuta la salvezza, la forza e il regno del nostro Dio e la potenza del suo Cristo, poiché è stato precipitato l’accusatore dei nostri fratelli, colui che li accusava davanti al nostro Dio giorno e notte. Ma essi lo hanno vinto per mezzo del sangue dell’Agnello e grazie alla testimonianza del loro martirio, poiché hanno disprezzato la vita fino a morire. Esultate, dunque o cieli, e voi che abitate in essi. Ma guai a voi terra e mare, perché il diavolo è precipitato sopra di voi pieno di grande furore, sapendo che gli resta poco tempo ” (Ap 12, 7-12).

Questa relazione biblica ci fa sapere qualcosa sul conflitto tra gli angeli. Ovviamente Dio ha creato gli angeli buoni. Il dono della libertà che avevano dava loro la possibilità di scegliere. Erano messi alla prova dell’ubbidienza e dell’amore; dovevano riconoscere il Dio come il loro Signore Supremo e liberamente mettersi al suo servizio. Invece, in una parte degli angeli nacque superbia, il desiderio di essere dio. Superbia è il peccato dello spirito. In seguito, Lucifero, l’angelo di luce, il più grande tra le creature di Dio, e una parte che lo seguiva, si ribellarono e diventarono gli spiriti maligni, i demoni. Nel momento in cui Lucifero, Satana, si è ribellato coscientemente, con tutto il suo essere e con la propria volontà, è diventato irreversibilmente l’essere più lontano da Dio. Il peccato di ribellione è rimasto inculcato nella sua natura e vi rimarrà eternamente. La Bibbia lo chiama con diversi nomi: Satana, Lucifero, Belzebù, il Serpente antico, il Padre della menzogna, l’Accusatore dei fratelli…

Quindi, Dio non ha creato il Diavolo e gli spiriti cattivi, ma sono stati loro, rivoltandosi contro Dio consapevolmente e liberamente a diventare cattivi. Il potere

e le capacità che ha ricevuto da Dio prima di ribellarsi, il Demonio li ha ancora. Dio non può negare se stesso. Ma adesso Satana quelle abilità, specialmente la cognizione, le usa per odiare Dio e tutti coloro che volonta­riamente desiderano servirlo.

Gesù e Satana

Gesù Cristo è il centro della creazione e della redenzione. Secondo il piano di Dio, tutto è creato “per mezzo di lui” (cfr. Col 1, 16). Nella Bibbia si parla di due regni: del regno di Dio e del regno di Satana. Si parla, da una parte dell’onnipotenza di Dio Creatore, Signore dell’universo, e dall’altra della potenza delle tenebre; dei figli di Dio di fronte ai figli del Demonio. È assolutamente impossibile concepire l’opera di Cristo Redentore se non tenendo presente l’azione devastante di Satana.

Egli è apparso in questo mondo “per distruggere le opere del diavolo” (1 Gv 3, 8), liberare l’uomo dalla schiavitù diabolica e, dopo aver distrutto il regno di Satana, stabilire il Regno di Dio.

Il Diavolo è “omicida fin dal principio” (cfr. Gv 8, 44); nemico, tentatore, accusatore, per mezzo di lui nel mondo entrarono male, dolore, peccato e morte. Gesù lo nomina “il principe del mondo” (Gv 14, 30); Paolo lo descrive come “il dio di questo mondo” (2 Cor 4, 4); Giovanni afferma che “tutto il mondo giace sotto il potere del maligno” (1 Gv 5, 19).

Tutti quelli che negano l’esistenza del Diavolo, compresi i più grandi teologi, considerandolo soltanto come un’idea astratta del male che serve solamente per impaurire l’uomo, chiaramente si sbagliano. Parlando dei demoni, la Scrittura ci parla degli esseri che hanno mente, volontà, libertà e intraprendenza. Lo confermano la consegna degli avi, quanto il ministero della Chiesa. Quindi, chi nega il Diavolo, nega il peccato e non è capace di comprendere l’opera della redenzione di Cristo.

Il Demonio è molto possente proprio perché oltre il potere usa la seduzione e la menzogna nascondendosi subdolamente. Non gli piace essere smascherato, scoperto. L’ha notato benissimo Ch. Boudelaire scrivendo: “La più grande astuzia del Diavolo è di farci credere che non esiste”. Chiaramente! Poiché se è riuscito a farci credere che non c’è, allora vivremo senza pensare a lui, e di conseguenza potrà tranquillamente “tirarci per il naso” e “trasportarci assetati sopra l’acqua” senza che noi ce ne accorgiamo. Sembra che al giorno d’oggi riesca molto bene.

Il Vangelo dà molta importanza al conflitto tra Cristo e Satana. Certamente, ogni conflitto è segnato dalla sconfitta del Diavolo.

Per comprendere l’influenza di Cristo sul Demonio è importante distinguere alcune espressioni che ci porta la Sacra Scrittura. San Giovanni nella sua lettera dice: “Il Figlio di Dio è apparso per distruggere le opere del diavolo” (1 Gv 3, 8). Pietro, riassumendo l’opera di Cristo al convertito Cornelio, spiega: “… passò benefi­cando e risanando tutti coloro che stavano sotto il potere del diavolo” (At 1o, 38). Infine, Paolo, sulla lotta che il cristiano combatte per rimanere fedele a Cristo, dirà: “Rivestitevi dell’armatura di Dio, per poter resistere alle insidie del diavolo. La nostra battaglia infatti non è contro creature fatte di sangue e di carne, ma contro i Principati e le Potestà, contro i dominatori di questo mondo di tenebra, contro gli spiriti del male che abitano nelle regioni celesti” (Ef 6, 11-12).

Le tentazioni nel deserto

Al principio della sua attività pubblica, dopo il battesimo sul Giordano, Gesù fu tentato dal Diavolo. Ritirandosi nella solitudine di un deserto, per quaranta giorni a digiuno, pregando nell’unità col Padre, si preparava ad affrontare il Maligno.

Tentandolo, gli disse: “Se sei Figlio di Dio, di’ che questi sassi diventino pane” (Mt 4, 3). Ma egli rispose: “Non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio!” (Mt 4, 4). Indubbiamente, il Tentatore cercava il momento giusto: Gesù era fisicamente esausto.

Stanco e affamato, logicamente l’uomo ha bisogno di mangiare. Ma in questo caso dobbiamo riconoscere la trappola del Demonio. Tante volte rispondiamo frivolamente al richiamo delle nostre emozioni, cercando di saziare le necessità momentanee… e in questo modo pecchiamo rifugiati dietro la maschera della concessione. “Ma tutti fanno così” è la nostra solita risposta di difesa. E Satana è molto abile. Si nasconde non volendosi scoprire come angelo caduto durante la rivolta. Al contrario, piuttosto veste i panni dell’angelo di luce presentandosi misericordioso, compassionevole, comprensivo. A Gesù affamato offre il cibo. Cosa è più normale di questo? Invece Cristo è Dio e distingue il pericolo. Per soddisfare le necessità corporee, l’uomo rischia di trascurare lo spirito. Quanti sono al giorno d’oggi che pensano soltanto a rimpinzarsi lo stomaco e a sfamare le proprie bramosie, lasciandosi l’anima vuota e senza Dio? Gesù poteva fare un miracolo; sappiamo che prossimamente sfamerà due volte migliaia di persone moltiplicando il pane nel deserto. Riconoscendo la trappola, risponde al Demonio: “Non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio” (Mt 4, 4).

Procede con la seconda tentazione. Dobbiamo sapere che Satana non si sente mai sconfitto. Dopo il primo tentativo senza successo, lo condusse sul pinnacolo del tempio di Gerusalemme e gli disse: “Se sei Figlio di Dio, gettati giù, poiché sta scritto: Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo, ed essi ti sorreggeranno con le loro mani, perché non abbia a urtare contro un sasso il tuo piede” (Mt 4, 6). Qui si nasconde il doppio inganno, il peccato di vanità. Propone a Cristo di fare sensazione davanti agli occhi del mondo, un salto mortale. Tutti gli applaudirebbero, lo ammirerebbero e lo adore­rebbero. La gente ama gli spettacoli. Ha bisogno degli idoli, di identificarsi con i cantanti, gli attori, i giocato­ri… Come nell’antica Roma, l’uomo d’oggi “desidera pane e giochi”. La risposta di Gesù, come la prima volta, è decisa, tagliente e senza compromessi: “Sta scritto anche: Non tentare il Signore Dio tuo!” (Mt 4, 7). Accontentarlo significherebbe sostituire i ruoli, cioè permettere al Tentatore di interpretare il Creatore. Satana si infuria per non aver avuto successo neanche stavolta. Non è riuscito a persuadere Cristo a fare un miracolo.

Segue il terzo tentativo. Il più orribile dei tre. Satana guida Gesù davanti a qualcosa che rovina l’uomo per l’eternità: “Di nuovo il diavolo lo condusse con sé sopra un monte altissimo e gli mostrò tutti i regni del mondo con la loro gloria e gli disse: “Tutte queste cose io ti darò se, prostrandoti, mi adorerai” (Mt 4, 8-9). Quale demenza! Il Demonio che si immagina tutto suo e invece non ha proprio niente. Promette all’uomo successo, gloria, fama, potere, ricchezza, fortuna, progresso, piacere. Infine, gli prende tutto di nuovo, facendolo precipitare. Accecare l’individuo non permettendogli di vedere la via di scampo dopo il fallimento, convincendolo a rassegnarsi a tal punto di non capire il senso di vita, per condurlo infine a togliersela da solo è un’ordinaria strategia diabolica. Non siamo dunque, testimoni di tantissimi suicidi, sempre più presenti nella nostra realtà, specialmente tra i giovani?

Anche la terza volta Gesù evita l’imbroglio: “Vattene, Satana! Sta scritto: Adora il Signore Dio tuo e a lui solo rendi culto!” (Mt 4, 10). Quanta forza e decisione in queste parole! Rivelano la grandiosa istruzione di vita per tutti coloro che si prosternano davanti agli idoli, i falsi dèi: l’idolo di soldo, l’idolo di scienza, di cupidigia, di potere e di carriera, l’idolo di pubblicità e prestigio, l’idolo di droga e alcol…

Tutte queste tentazioni nascondono l’insidia di accettare il desiderio del corpo, del mondo e di Satana (cibo, successo, potere…) che vuole dominare lo spirito. Mira a separarci da Dio e distruggerci l’anima. L’antico Adamo ha scelto la promessa del Diavolo; il Nuovo Adamo, Cristo, ha preferito essere obbediente al Padre, pur sapendo di dover morire crocifisso.

Chi potrebbe contare tutte le anime che Satana pos­siede attraverso simili insidie!? Tutti quelli che gli hanno creduto, ingannati con false promesse, “ciechi” e “incatenati” fanno parte della sua schiavitù. San Giovanni per tre volte lo chiamerà: Il principe di questo mondo. Cristo è qui per sterminare le potestà diaboliche che dominano tutti quelli sottomessi a subdoli inganni. È venuto per abbattere il potere; slegare “le catene” del Diavolo, liberare e dare la vita alle amate creature. Perciò disse ai suoi discepoli: Ora il principe di questo mondo sarà gettato fuori… perché non ha nessun potere su di me! (cfr. Gv 12, 31).

Cristo e il demonio nei Vangeli

Nei propri scritti, gli Evangelisti cercano di accentuare la divinità di Cristo. In questo senso particolarmente riportano le sue opere d’eccezione, i miracoli, tra i quali descrivono con particolare attenzione il potere che egli esercitava sugli spiriti maligni. Come abbiamo già detto, la sua missione era indirizzata a distruggere il Demonio e liberare l’umanità. Marco nel primo capitolo del suo Vangelo tre volte sottolinea questo potere di Cristo: “Allora un uomo che era nella sinagoga, posseduto da uno spirito immondo, si mise a gridare: “Che c’entri con noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci! Io so chi tu sei: il santo di Dio’. E Gesù lo sgridò: “Taci! Esci da quell’uomo’. E lo spirito immondo, straziandolo e gridando forte, uscì da lui. Tutti furono presi da timore, tanto che si chiedevano a vicenda: `Che è mai questo? Una dottrina nuova insegnata con autorità. Comanda persino agli spiriti immondi e gli obbediscono!’ (Mc 1, 23-27). È importante notare come il popolo collega l’attività di Gesù con l’autorità e il potere che egli aveva sui demoni: “Venuta la sera, dopo il tramonto del sole, gli portavano tutti i malati e gli indemoniati. Tutta la città era riunita davanti alla porta. Guarì molti che erano afflitti da varie malattie e scacciò molti demoni; ma non permetteva ai demoni di parlare, perché lo conoscevano” (Mc 1, 32-34). Possiamo evidenziare che Gesù non vuole la testimonianza degli spiriti maligni, menzogneri e ingannevoli. Gli basta quella del Padre e richiede anche la nostra. Marco ci informa: “E andò per tutta la Galilea, predicando nelle loro sinagoghe e scacciando i demoni” (Mc 1, 39).

Matteo invece ci descrive come Gesù liberava tante persone: “La sua fama si sparse per tutta la Siria e così condussero a lui tutti i malati, tormentati da varie malattie e dolori, indemoniati, epilettici e paralitici; ed egli li guariva” (Mt 4, 24). “Venuta la sera, gli portarono molti indemoniati ed egli scacciò gli spiriti con la sua parola e guarì tutti i malati” (Mt 8, 16). Luca riporta similmente: “Al calar del sole, tutti quelli che avevano infermi colpiti da mali di ogni genere li condussero a lui. Ed egli, imponendo su ciascuno le mani, li guariva. Da molti uscivano demoni gridando: “Tu sei il Figlio di Dio!’ Ma egli li minacciava e non li lasciava parlare, perché sapevano che era il Cristo” (Lc 4, 40-41). “… erano venuti per ascoltarlo ed esser guariti dalle loro ma­lattie; anche quelli che erano tormentati da spiriti immondi, venivano guariti. Tutta la folla cercava di toccarlo, perché da lui usciva una forza che sanava tutti” (Lc 6,18-19). “… e alcune donne che erano state guarite da spiriti cattivi e da infermità: Maria di Magdala, dalla quale erano usciti sette demoni… ” (Lc 8, 2).

Dedichiamo per un istante la nostra attenzione a due avvenimenti caratteristici e particolarmente interessanti.

Riflettiamo sul caso dell’indemoniato di Gerasa. Si tratta di uno dei peggiori esempi di possessione diabolica dove l’individuo dimostra di avere forza erculea. Riusciva a spezzare le catene. Nessun altro caso rivela espressioni del genere. L’influsso del Demonio si può manifestare anche come malattia fisica. Abbiamo i casi del sordomuto e della donna ricurva. Oggi possiamo trovare diverse esteriorizzazioni della possessione demoniaca.

Quando Gesù gli domandò: Come ti chiami? “Mi chiamo Legione, gli rispose, perché siamo in molti” (Mc 5, 9). Anche al giorno d’oggi durante un rito di esorcismo può succedere come avvenne quando Cristo permise al Diavolo di entrare nei maiali. Gesù non ordina mai a nessuno di tacere di essere stato liberato dallo spirito maligno; lo fa di solito soltanto dopo aver guarito da qualche malattia.

Il secondo caso ci racconta la guarigione del fanciullo che i dieci apostoli non riuscivano a liberare da soli, mentre Gesù si trovava con Pietro, Giacomo e Giovanni sul monte Tabor. Anche questo era un grave esempio di possessione. Il Demonio tormentava il ragazzo gettandolo a terra ed egli irrigidendosi, schiumava dalla bocca e strideva i denti, come se fosse stato epilettico. Satana desiderava distruggerlo perciò lo buttava sia in acqua sia nel fuoco. Le descrizioni riportano Luca (9, 38-43) e Marco (9, 14-27).

Segue una domanda molto concreta e significativa di Gesù: “Da quanto tempo gli accade questo?” (Mc 9, 21). La risposta: “Dall’infanzia…” voleva accentuare che la vittima non era colpevole da parte sua per l’accaduto.

Cristo richiede la fede del padre per poter liberare il giovane: “Tutto è possibile per chi crede!” (Mc 9, 23) e ai discepoli stupiti e delusi per l’insuccesso dice: “Questa specie di demoni non si può scacciare in alcun modo, se non con la preghiera” (Mc 9, 29). Segnala che alcune liberazioni dagli spiriti immondi, particolarmente complessi, pretendono dall’interessato preghiera e digiuno.

Riportiamo alcune caratteristiche che sarebbe utile evidenziare negli incontri tra Gesù e il Demonio:

il Diavolo può entrare nella persona: “E allora, dopo quel boccone, Satana entrò in lui” (Gv 13, 27) il caso di Giuda Iscariota;

dopo la liberazione, lo spirito maligno può ritornare accompagnato da altri e peggiori demoni (Mt 12, 43-45);

è capace di agire in maniera da sedurre la gente come è accaduto del mago Simone (At 8, 9);

in alcune circostanze dimostra di avere potere straordinario: “… ma questa è la vostra ora, è l’impero delle tenebre” (Lc 22, 53);

Satana manifesta quel potere specialmente negli ultimi tempi e lo possiamo vedere dai discorsi di Gesù e nell’Apocalisse.

Il demonio si scatena se lo scopriamo e cerchiamo di colpirlo. Gli ebrei, i loro letterati e i farisei, temendo che il popolo cominciasse ad ammirare Gesù dicevano: “Egli scaccia i demoni per opera del principe dei demoni!” (Mt 9, 34). “Ora sappiamo che hai un demonio” (Gv 8, 52). “Costui è posseduto da Beelzebul e scaccia i demoni per mezzo del principe dei demoni” (Mc 3, 22). Cristo darà tre risposte alle presenti accuse. Con la prima vorrà dimostrare che l’imputazione era insensata e contraddittoria: “Come può satana scacciare satana? Se un regno è diviso in se stesso, quel regno non può reggersi… se satana si ribella contro se stesso ed è diviso, non può resistere, ma sta per finire” (Mc 3, 23-26). La seconda risposta è ancora più potente. Gesù cerca di spiegare a quelli che lo ascoltano quello che sta succedendo: “Ma se io scaccio i demoni per virtù dello Spirito di Dio, è certo giunto fra voi il regno di Dio” (Mt 12, 28); “… ora il principe di questo mondo sarà gettato fuori” (Gv 12, 31); “… il principe di questo mondo è stato giudicato” (Gv 16, 11).

La terza invece parla del potere assoluto di Dio e della sconfitta totale del Demonio: “Quando un uomo forte, bene armato, fa la guardia al suo palazzo, tutti i suoi beni stanno al sicuro. Ma se arriva uno più forte di lui e lo vince, gli strappa via l’armatura nella quale confidava e ne distribuisce il bottino” (Lc 11, 21-22). “… il principe del mondo; egli non ha nessun potere su di me” (Gv 14, 30).

L’azione del demonio nel nostro tempo

Abbiamo menzionato che Satana e gli angeli ribelli, anche se divisi da Dio, hanno mantenuto il proprio dominio e la rispettiva posizione (Troni, Dominazioni, Principati, Potestà…) e che usano quelle virtù e potenze per le opere del male. Tra il primo arrivo di Cristo ed il giorno dell’ultimo giudizio Satana cerca continuamente di catturare più anime possibile. Il suo ultimo scopo è di rovinare e di sterminare l’uomo. Sant’Agostino sosteneva che, se Dio autorizzasse il Demonio “nessuno di noi sopravvivrebbe”. Consapevole del proprio fallimento, sapendo “che gli resta poco tempo” (Ap 12, 12), ovviamente ha fretta e disperatamente cerca di accalappiare un buon numero di persone. La lotta contro “le potenze delle tenebre… ” è “destinata a durare, come dice il Signore, fino all’ultimo giorno” (GS 37). Ogni individuo, senza eccezioni, fa parte di quel conflitto. La nostra vita sulla terra è una permanente prova nella quale si misura quanto siamo fedeli a Dio e quanto schiavi del Diavolo. Al termine di questo cammino, ci aspetta tutti il giudizio di Cristo, in funzione di quanto ognuno di noi abbia fatto bene o male durante il proprio soggiorno terreno.

Evidentemente il potere di Satana in alcune epoche della storia umana risulta più forte, soprattutto al livello della comunità e poi, nella realtà del singolo. Tra gli storici si reputa che la rovina dell’Impero Romano avvenne come conseguenza della deformazione etica e morale che aveva contagiato l’intera società di quei tempi. Lo afferma chiaramente Paolo nella sua lettera ai Romani.

Intanto, osservando, ci risulta che anche il mondo d’oggi, in modo particolare quello Occidentale, presenti la stessa tendenza. Un enorme contributo è dovuto ai mezzi di comunicazione, spesso al servizio del male nella diffusione del materialismo, edonismo, consumismo… Satana accentua il culto del sesso, facendo diventare il corpo umano un mezzo del peccato. Questa è l’azione diabolica che spesso chiamiamo tentazione, diffusa in tanti modi… Infine possiamo constatare che la propaganda del mondo satanico è talmente aperta e prepotente che riesce direttamente e indirettamente ad influenzare l’uomo, a distruggergli la vita e a portargli l’anima all’inferno.

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di don Tullio Rotondo

La trattazione, che s. Tommaso svolge nella Summa Theologiae riguardo all’azione del demonio su di noi è la migliore all’interno delle sue opere, tuttavia ci pare interessante, per offrire una visione completa della dottrina tomista sul tema, presentare una sintesi che traiamo dall’ esame dei vari testi del Dottore Angelico dedicati a questo argomento; sintesi che strutturiamo, per completezza, intorno alla volonta`umana e alle cause da cui può essere, direttamente o indirettamente, mossa.

La volontà umana può essere mossa:

1) interiormente, e questo e` proprio solo di Dio [1] ;

2)esteriormente [2] :

2,1) attraverso l’apprensione intellettuale del bene cioe` facendo conoscere che una certa cosa e` buona e da desiderarsi [3] , e secondo questo:

2,1.A) muovere efficacemente la volontà è proprio di Dio solo [4] ;

2,1.B) inclinare la volontà indirettamente e insufficientemente (cioè non in modo da obbligare assolutamente la volontà) verso il bene o verso il male, è possibile all’angelo, dunque anche al demonio, e all’uomo; dice più precisamente s. Tommaso a questo riguardo:

“Ex parte autem obiecti, potest intelligi quod aliquid moveat voluntatem tripliciter. Uno modo, ipsum obiectum propositum, sicut dicimus quod cibus excitat desiderium hominis ad comedendum. Alio modo, ille qui proponit vel offert huiusmodi obiectum. Tertio modo, ille qui persuadet obiectum propositum habere rationem boni, quia et hic aliqualiter proponit proprium obiectum voluntati, quod est rationis bonum verum vel apparens. Primo igitur modo, res sensibiles exterius apparentes movent voluntatem hominis ad peccandum, secundo autem et tertio modo, vel Diabolus, vel etiam homo, potest incitare ad peccandum, vel offerendo aliquid appetibile sensui, vel persuadendo rationi.” [5]

Dunque il demonio può agire secondo questo testo:

1) semplicemente proponendo all’uomo l’oggetto che muove al peccato;

2) persuadendo l’uomo che l’oggetto proposto è buono.

Dobbiamo precisare che s. Tommaso nei testi in cui tratta specificamente delle varie forme di azione diabolica sull’uomo, non distingue l’azione diabolica di proposizione da quella di persuasione ma racchiude entrambe sotto la denominazione di persuasione diabolica [6] , tale azione di persuasione può essere realizzata, secondo il Dottore Angelico:

2.1.B,1) direttamente e visibilmente: allorché il diavolo appare e parla manifestamente persuadendo l’uomo a peccare [7] , come accadde ad Eva (Gen. 3)

2.1.B,2) indirettamente e invisibilmente, cioè senza parole che spingano direttamente l’intelligenza e la volontà al peccato ma con una azione sui sensi interiori ed esteriori e per essi, indirettamente, ma in modo particolare, sull’intelletto [8] . Questa azione realizza, più precisamente, l’ottenebramento dell’intelletto appunto attraverso una certa impressione che il demonio attua sulle forze sensitive interiori ed esteriori [9] . L’ impressione diabolica sulle forze sensitive interiori si realizza attraverso il moto corporale, a tale riguardo occorre dire anzitutto che la natura corporale è nata per essere mossa dalla spirituale, (invece non è nata per essere formata dalla natura spirituale immediatamente, ma da qualche agente corporale) perciò la materia corporale obbedisce naturalmente all’angelo buono o cattivo per il moto locale, quindi tutto ciò che può accadere attraverso il moto corporale, può essere compiuto dai demoni; l’apparizione e la rappresentazione delle specie sensibili conservate negli organi interiori, possono essere realizzate attraverso qualche moto locale della materia corporale e dunque possono essere compiute dai demoni, i quali, più precisamente, alle persone che dormono o a quelle che sono sveglie possono muovere alcune realtà interiori fino al punto che la ragione di tali persone rimanga totalmente legata; e per una commozione degli umori e di altre realtà interiori all’uomo i demoni portano le specie (interiormente conservate nell’uomo) delle cose al principio sensitivo affinché siano immaginate certe cose che devono spingere l’uomo al peccato; in questi casi tanto più e tanto più facilmente qualcuno percepisce tali specie e tanto più nel pensiero di essa si ferma, quanto più da una certa passione è trattenuto; infatti quando uno è preso da una passione verso qualche cosa, da una piccola somiglianza con verso cui nutre la passione è mosso verso questo stesso bene, come l’amante è mosso verso l’amato da un qualcosa che abbia anche una piccola somiglianza con l’amato [10] . Va notato che se l’azione diabolica realizzata in questo modo lega totalmente la ragione l’uomo non pecca ma se la lega parzialmente l’uomo, con la parte libera della sua ragione, può peccare [11] . I demoni attraverso gli atti esterni degli uomini scoprono a quali passioni noi siamo più sottomessi e imprimono più efficacemente nella immaginazione umana quello cui gli uomini stessi sono più attratti dalle loro passioni [12] . S. Tommaso spiega, riferendosi a questa azione del diavolo sulla immaginazione umana, che [13] : gli angeli buoni e cattivi possono ordinare interiormente le specie intellegibili secondo che occorre per conoscere qualcosa; i demoni ordinano per il male dell’uomo quelle specie: sia quanto all’effetto del peccato, in quanto cioe` l’uomo da cio` che apprende e` mosso alla superbia o a qualche altro peccato, sia quanto all’impedimento della conoscenza della verita` secondo che per alcune cose apprese l’uomo e` condotto al dubbio che non sa sciogliere e cosi` e` tratto in errore.

Quanto all’impressione diabolica sui sensi esteriori s. Tommaso afferma che: anche attraverso la commozione di alcune realtà a noi interiori, i demoni possono lasciare una impressione nei sensi esteriori [14] cioè il demonio può muovere alcune realtà interiori all’uomo da cui i sensi sono variamente alterati appunto dall’interno [15] ; attraverso una tale alterazione dei sensi il demonio può influire sull’appetito sensitivo e quindi sull’intelligenza e sulla volontà per condurre l’uomo al peccato.

2.2) Infine, oltre che come persuadente, il demonio può operare come disponente al peccato in quanto attraverso la commozione di realtà a noi interiori e di umori, fa che alcuni siano più disposti al peccato; allorché infatti il corpo è disposto in un certo modo, l’uomo è più disposto alle passioni , insorgendo le quali, l’uomo è disposto al consenso.

Ci pare interessante, per offrire maggiore chiarezza al lettore su questo tema, presentare il meccanismo della tentazione come appare nella teologia tomista secondo la sintesi realizzata da p. T. Carlesi [16].

La suggestione diabolica consiste nell’insinuare nella mente il pensiero attraverso le percezioni dei sensi. Queste percezioni sono unificate attraverso il senso comune che le centralizza nella fantasia mediante una speciale figura fantastica. Con la suggestione sui sensi interiori e attraverso di essi sulla fantasia il diavolo propone all’intelletto un nuovo ordinamento dei fantasmi da considerarsi; l’intelletto considera i fantasmi degli oggetti presentati dal diavolo, ne riconosce il bene apparente e può rimanerne persuaso sicché consenta al peccato [17] . Simultaneamente a questa suggestione sull’intelletto il diavolo produce, attraverso il fantasma suggerito all’immaginazione, una alterazione negli appetiti inferiori: che s. Tommaso chiama “commotio”, “dispositio” o “concitatio passionum” e che si manifesta appunto come una commozione o diremmo una eccitazione dovuta al piacere sensibile per cui gli appetiti inferiori si portano sugli oggetti suggeriti da satana ai sensi.

L’azione combinata del demonio sull’intelletto e sugli appetiti inferiori fa che la volonta`:

1) dall’intelligenza riceva la presentazione di un bene apparente e attraente

2) dagli appetiti inferiori avverta una facilita` per conseguirlo;

a questo punto il diavolo giunge a poter influire sulla volontà, sicché la persona agisca al di fuori della regola morale cristiana; sta alla volontà, ora, fare la scelta decisiva: resistere o consentire, nel primo caso il diavolo e` vinto e l’uomo appunto per avere sconfitto la tentazione merita abbondantemente il premio divino, nel secondo avremo il terzo e ultimo grado della tentazione: il peccato consumato.

Quale è l’opera dell’Eucaristia contro questo nemico spirituale che è il demonio? Abbiamo già detto che nel combattimento contro il diavolo l’uomo è aiutato dagli angeli e dalla grazia divina ; l’Eucaristia, come visto, è la Fonte della grazia santificante : nessuno può ricevere tale grazia se non in relazione con l’Eucaristia; dunque l’Eucaristia ci dona la forza per combattere e vincere satana; più precisamente , esaminando quanto abbiamo detto più sopra dobbiamo affermare che questo Sacramento SS.mo ci risana, ci purifica e ci rende forti e sapienti in Dio così da non farci cedere agli attacchi di satana;

1) ci rende forti cosicché non cediamo alle proposte del diavolo: tanto a quelle visibili o sensibili, che a quelle operanti sulla nostra immaginazione;

2) ci rende sapienti sicché sappiamo riconoscere che è un vero male il bene apparente che il demonio, con le sue persuasioni, ci presenta;

3) ci risana rendendo il nostro corpo più libero dalla “carne”, più libero e forte rispetto alle passioni sicché i demoni abbiano, in certo modo, un minore potere di tentazione su di noi;

4) infine l’Eucaristia purifica la nostra immaginazione per partecipazione a Cristo e in questo modo impedisce al demonio di seminare nella nostra mente immagini e pensieri malvagi.

L’Eucaristia, in definitiva, come detto, trasformandoci in Cristo ci trasforma precisamente in colui che ha trionfato su satana, e dunque ci fa smascherare e abbattere le varie insidie del diavolo

[1] S. Th Iª q. 111 a. 2 co. “ Respondeo dicendum quod voluntas potest immutari dupliciter . Uno modo, ab interiori. Et sic cum motus voluntatis non sit aliud quam inclinatio voluntatis in rem volitam, solius Dei est sic immutare voluntatem, qui dat naturae intellectuali virtutem talis inclinationis. Sicut enim inclinatio naturalis non est nisi a Deo qui dat naturam; ita inclinatio voluntaria non est nisi a Deo, qui causat voluntatem . Alio modo movetur voluntas ab exteriori. Et hoc in Angelo est quidem uno modo tantum, scilicet a bono apprehenso per intellectum. Unde secundum quod aliquis est causa quod aliquid apprehendatur ut bonum ad appetendum, secundum hoc movet voluntatem. Et sic etiam solus Deus efficaciter potest movere voluntatem; Angelus autem et homo per modum suadentis, ut supra dictum est . Sed praeter hunc modum, etiam aliter movetur in hominibus voluntas ab exteriori, scilicet ex passione existente circa appetitum sensitivum; sicut ex concupiscentia vel ira inclinatur voluntas ad aliquid volendum. Et sic etiam Angeli, inquantum possunt concitare huiusmodi passiones, possunt voluntatem movere . Non tamen ex necessitate, quia voluntas semper remanet libera ad consentiendum vel resistendum passioni.”

[2] Ibid.

[3] Ibid.

[4] Ibid.

[5] S. Th. I-II q. 80 a.1

[6] De malo , q. 3 a. 4 co. “ Respondeo. Dicendum quod, sicut supra, dictum est, Diabolus non potest esse causa peccati humani sicut directe movens hominis voluntatem, sed solum per modum persuadentis. Persuadet autem aliquid homini dupliciter: visibiliter et invisibiliter. Visibiliter quidem, sicut cum in aliqua specie homini sensibiliter apparet, et ei sensibiliter loquitur, et persuadet peccatum, sicut tentavit primum hominem in Paradiso in specie serpentis, et Christum in deserto in aliqua specie ei visibiliter apparens. Non autem est putandum quod solum sic persuadeat homini; quia sequeretur quod nulla alia peccata fierent ex instinctu Diaboli, nisi quae Diabolus visibiliter apparens persuadet. Et ideo dicendum est, quod etiam invisibiliter instigat hominem ad peccandum. Quod quidem fit et per modum persuasionis et per modum dispositionis. Per modum quidem persuasionis, sicut cum proponitur aliquid virtuti cognoscitivae ut bonum. ”

[7] De malo , q. 3 a. 4 co.

[8] De malo , q. 3 a. 4 co.

[9] De malo , q. 3 a. 4 co.

[10] De Malo q.3 a.4“ Ad videndum autem qualiter in vires interiores imprimere possit, considerandum est, quod natura corporalis naturaliter nata est moveri localiter spirituali; non autem nata est formari ab ea immediate, sed ab aliquo corporali agente, ut probatur in VII Metaph.; et ideo materia corporalis naturaliter obedit Angelo bono vel malo ad motum localem; et per hunc modum Daemones semina colligere possunt, quae adhibent aliquibus effectibus mirabiliter faciendis, ut Augustinus dicit in IV de Trin. Sed quantum ad formationem, materia corporalis creaturae spirituali non obedit ad nutum. Unde Daemones non possunt materiam corporalem formare nisi virtute corporalium seminum, ut Augustinus dicit . Quaecumque ergo ex motu locali materiae corporali accidere possunt nihil prohibet per Daemones fieri, nisi divinitus impediantur. Apparitio autem sive repraesentatio specierum sensibilium in organis interioribus conservatarum, potest fieri per aliquem motum localem mate riae corporalis, sicut philosophus in Lib. de somno et vigilia, assignans causam apparitionis somniorum, dicit, quod cum animal dormierit, descendente plurimo sanguine ad principium sensitivum, simul descendunt motus sive impressiones derelictae ex sensibilium motionibus, quae in spiritibus sensibilibus conservantur, et movent principium apprehensivum, ita quod apparent, ac si tunc principium sensitivum a rebus ipsis exterioribus immutaretur. Quod ergo accidit in dormientibus de apparitionibus somniorum ex naturali motu locali spirituum et humorum, potest accidere ex consimili motu locali per Daemones procurato, aliquando quidem in dormientibus, aliquando autem in vigilantibus, in quibus Daemones movere possunt interiores spiritus et humores, aliquando quidem usque ad hoc quod totaliter usus rationis ligetur, ut apparet in arreptitiis (manifestum est enim ex magna perturbatione spirituum et humorum impediri rationis actum, ut patet in phreneticis et dormientibus et ebriis); aliquando autem absque ligamine rationis, sicut et homines vigilantes et usum rationis habentes, per voluntariam commotionem spirituum et humorum, species interius conservatas quasi de quibusdam thesauris educunt ad principium sensitivum, ut res aliquas immaginentur.”

[11] S. Th. I-II q. 80 a. 3 “ Respondeo dicendum quod Diabolus propria virtute, nisi refraenetur a Deo , potest aliquem inducere ex necessitate ad faciendum aliquem actum qui de suo genere peccatum est, non autem potest inducere necessitatem peccandi. Quod patet ex hoc quod homo motivo ad peccandum non resistit nisi per rationem, cuius usum totaliter impedire potest movendo imaginationem et appetitum sensitivum, sicut in arreptitiis patet. Sed tunc, ratione sic ligata, quidquid homo agat, non imputatur ei ad peccatum. Sed si ratio non sit totaliter ligata, ex ea parte qua est libera, potest resistere peccato, sicut supra dictum est. Unde manifestum est quod Diabolus nullo modo potest necessitatem inducere homini ad peccandum.”

[12] De Malo q. 3 a.4 “Cum ergo Daemones hoc in vigilantibus et usum rationis habentibus operentur, tanto magis et facilius percipit aliquis speciem ad principium reductam et in eius moratur cogitatione, quanto magis a passione aliqua detinetur, quia philosophus in eodem libro, dicit, quod aliquis in passione existens a modica similitudine movetur, sicut amans ex modica similitudine amati. Et ideo Daemones tentatores dicuntur, quia experiuntur per actus hominum, quibus passionibus magis subduntur, ut secundum hoc in eorum imaginatione efficacius imprimant quod intendunt. ”

[13] De Malo q.16 a.12 in c. “Dicendum quod circa operationem Daemonis duo sunt consideranda: primo quidem quid possit ex virtute propriae naturae; secundo quomodo naturali virtute utatur ex malitia propriae voluntatis. Quantum ergo ad virtutem propriae naturae, eadem possunt Daemones quae et boni Angeli, quia est eorum eadem natura communis. Est autem differentia in usu virtutis secundum bonitatem et malitiam voluntatis, nam boni Angeli ex caritate hominem ad bonum iuvare intendunt ad perfectam cognitionem veritatis; quam Daemon impedire intendit, sicut et alia hominis bona. Est autem considerandum, quod intellectualis hominum operatio secundum duo perficitur; scilicet secundum lumen intelligibile, et secundum species intelligibiles; ita tamen quod secundum species fit apprehensio rerum; secundum lumen intelligibile perficitur iudicium de apprehensis. Inest autem animae humanae naturale lumen intelligibile, quod quidem ordine naturae est infra lumen angelicum. Et ideo, sicut in rebus corporalibus superior virtus adiuvat et confortat inferiorem virtutem, ita per lumen angelicum confortari potest lumen intellectus humani ad perfectius iudicandum; quod Angelus bonus intendit, non autem Angelus malus. Unde hoc modo Angeli boni movent animam ad intelligendum, non autem Daemones. Ex parte autem specierum Angelus bonus vel malus potest immutare hominis intellectum ad aliquid intelligendum, non quidem influendo species in ipsum intellectum, sed quaedam signa exterius adhibendo, quibus intellectus excitatur ad aliquid apprehendendum; quod etiam homines facere possunt. Sed etiam ulterius Angeli boni vel mali possunt interius quodammodo disponere et ordinare species imaginarias, secundum quod competit ad aliquid intelligibile apprehendendum. Quod quidem Angeli boni ordinant ad hominis bonum, Daemones autem ad hominis malum; vel quantum ad effectum peccati, prout scilicet homo ex his quae apprehendit, movetur ad superbiam, vel ad aliquod aliud peccatum; vel ad impediendum ipsam intelligentiam veritatis, secundum quod per aliqua apprehensa ducitur homo in dubitationem quam solvere nescit, et sic trahitur in errorem. Unde Augustinus dicit in libro LXXXIII quaestionum, quod Daemon quibusdam nebulis implet omnes meatus intelligentiae, per quos pandere lumen rationis radius mentis solet.”

[14] De malo q. 3 a. 4 “…. Similiter etiam per commotionem sensibilium spirituum in sensus exteriores imprimere possunt, qui secundum retractionem vel multiplicationem sensibilium spirituum, vel subtilius vel hebetius aliquid percipiunt. Subtiliter autem aliquis videt vel audit, dum fuerint spiritus sensibiles abundantes et puri, hebetius, cum contrarium fuerit; et hoc modo A ugustinus dicit, quod hoc malum per Daemones illatum serpit per omnes sensus. Sic ergo patet quod Diabolus interius persuadet peccatum imprimendo in vires sensitivas interiores vel exteriores…. ”

[15] S.Th . I q.111 a. 4 “ Respondeo dicendum quod sensus immutatur dupliciter. Uno modo, ab exteriori; sicut cum mutatur a sensibili. Alio modo, ab interiori, videmus enim quod, perturbatis spiritibus et humoribus immutatur sensus; lingua enim infirmi, quia plena est cholerico humore, omnia sentit ut amara; et simile contingit in aliis sensibus. Utroque autem modo Angelus potest immutare sensum hominis sua naturali virtute. Potest enim Angelus opponere exterius sensui sensibile aliquod, vel a natura formatum, vel aliquod de novo formando; sicut facit dum corpus assumit, ut supra dictum est. Similiter etiam potest interius commovere spiritus et humores, ut supra dictum est, ex quibus sensus diversimode immutentur.

[16] T. Carlesi “La tentazione….” p.221ss

[17] De malo q. 3 a. 4

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chi è satana

chi è satana

La tradizione rabbinica asserisce che era lo spirito di maggior importanza davanti al trono di Dio, dotato di dodici ali, ossia del doppio di quelle degli stessi serafini (cf. Pirkè di Rabbi Eliezer, 13). Dio non ha creato satana, perché egli, infinitamente buono, non poteva creare un essere malvagio. Satana è divenuto tale per scelta propria, perché, « non avendo perseverato nella verità », come afferma Gesù (Gv 8,44), ha pervertito se stesso. « Il diavolo infatti e gli altri demoni sono stati creati da Dio naturalmente buoni, ma da se stessi si sono trasformati in malvagi » (S. Giovanni Damasceno).

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da “Catena d’amore contro satana

di DON RENZO DEL FANTE

 

Satana non è uno spauracchio o una favola per gente rimasta bambina. È, purtroppo, una persona viva, la cui cattiveria e pericolosità vanno prese sul serio.
Il Diavolo non è morto, anche se troppi si illudono di averlo ucciso con l’arma del ridicolo. E non è solo. Satana è il dittatore di uno sterminato numero di esseri falliti, ma di una natura superiore a quella umana: quindi molto più potenti, intelligenti e astuti di noi. Possiamo immaginarceli a piacimento; tanto non hanno corpo… Qualche volta si manifestano sotto forme umane o mostruose; alcune volte prendono forme equivoche e altre volte aspetti ributtanti o spaventosi. Lo schifo morale, che ci farebbe la conoscenza del loro spirito corrotto, sarebbe insopportabile.
Eppure Satana e tutti i satelliti erano Angeli del Paradiso. Essi si sono irrevocabilmente ribellati a Dio, rinunciando per sempre alla felicità dell’Amore perfetto.

L’opera del Demonio

Satana è un essere cosciente e libero, che non vuol conoscere l’amore. Mai sazio di odio, consunto dall’invidia, egli tende ad allontanare anche noi da Dio e dal nostro prossimo.
Non vorrebbe che noi amassimo il Signore, perciò cerca di seminare l’odio contro di Lui, la disperazione o almeno l’indifferenza nei riguardi della Religione.
Il Diavolo non sopporta che ci amiamo fra noi: per questo il Vangelo lo descrive come il furtivo seminatore di zizzania tra le famiglie e in ogni forma di società umana. Vorrebbe fare, anche di questa terra, il suo regno governato dall’invidia, dal terrore e dall’inganno. Vorrebbe contagiarci della sua rabbia impotente contro Dio e della sua gioia veramente satanica di far soffrire gli altri.
Lo scopo del Diavolo è di portarci al peccato, di farci sciupare la vita così da presentarci al giudizio senza la grazia di Dio. Vorrebbe, ma non senza la nostra libera scelta, che andassimo tutti ad ingrossare il numero dei falliti, dei disperati, dei dannati all’Inferno. I mezzo di cui dispone per nuocerci sono diretti e indiretti. Il Demonio agisce sulle cose, crea situazioni, influenza e organizza gli esseri umani. Il suo potere è enorme anche se deve far sempre i conti sia con Dio, del quale rimane una piccola creatura, sia con la nostra libera volontà che egli può suggestionare ma non sopraffare.
Quando pecchiamo è perché noi vogliamo il male, quindi è per colpa nostra. Il peso di cattive abitudini, il cattivo esempio che ci può venire dal prossimo, la tentazione da parte del Demonio non sono mai tali da privarci della libertà.
Infatti chi non fosse libero non avrebbe né colpa, né merito del male e del bene che compie. I peccati li facciamo per colpa nostra; va all’Inferno solo chi vuole un contrasto definitivo con Dio.
Se non ci può costringere a peccare, il Diavolo però può presentarci la colpa nella forma più seducente: cioè come l’azione più logica per raggiungere con furbizia e prontezza, ed in piena indipendenza da Dio, la nostra felicità.
Il Diavolo può agire sulle cose, sulla parte corporale e psichica inferiore dell’uomo e sa mascherare benissimo la sua opera, nascondendosi dietro pseudo-malattie, casi fortuiti, ecc. Da ladro intelligente non manda l’avviso di passaggio e cerca di non lasciare tracce. Egli sa sfruttare la collaborazione umana, sia di coloro che coscientemente si mettono al suo servizio, sia di noi quando operiamo il male, per qualsivoglia motivo.

Il regno di Satana

Non è cosa da nulla la potenza e l’opera del Demonio, se è scritto nella Bibbia che Gesù è venuto al mondo per disfare il regno di Satana, e che tutto il mondo giace in potere del Maligno (S. Giovanni, I Lett., capo III e V).
Gesù, come Dio, è infinitamente superiore al suo avversario. Ma anche come uomo, Gesù è il suo vincitore. Con tutta la sua vita, specialmente con la sua morte e risurrezione, Gesù ha vinto: e Satana è precipitato come folgore dal cielo.
Ma questo contrasto tra Gesù e Satana continua a ripetersi e a decidersi in ogni singola persona, nella profondità della coscienza che ode la voce buona e severa del bene e la voce perfida e carezzevole del male. La grande battaglia non terminerà che alla fine del tempo, quando la Redenzione sarà compiuta e ciascuno avrà definitivamente scelto il suo destino di Amore e felicità eterna, o di odio e di disperazione irreparabile. Dio non ci obbliga a essere buoni per forza, a entrare nel suo Paradiso anche di malavoglia. Ci stima e ci aspetta! E il Demonio ne approfitta per farci camminare su altri sentieri.
Come il Regno di Dio, di cui Lucifero è un viscido plagiatore, anche il Regno delle tenebre ha la sua forza nell’Aldilà, in quel maledetto Inferno, sul quale non serve fare dell’insulsa ironia.
Satana ha pure su questa terra la sua chiesa con i suoi capi, le sue leggi e i suoi riti; ha i suoi sacerdoti e i suoi templi. E mentre i figli della Luce dormono… anche di giorno, i figli delle Tenebre vegliano e lavorano anche di notte!

Vigilate e pregate!

In mezzo a un esercito di pecoroni, vittime del Demonio e rassegnati ai loro vizi e ai loro peccati, ci sono purtroppo gli adoratori di Satana, i fanatici apostoli dei male.
Noi, purtroppo (e quante volte ce ne pentiamo!) facciamo il peccato. La nostra mancanza è tanto più grave quanto meglio conosciamo la legge di Dio e più luminoso ci appare il suo Amore. Ci sono però individui che addirittura amano il peccato, si adoperano per diffonderlo e fanno dell’odio a Dio e al prossimo il pungolo del loro agire.
In questi ultimi anni vediamo poi tra i « figli della Luce » allentarsi i vincoli di amore e di devozione che li legano ai loro Morti, al mondo, misterioso e vicinissimo, dell’Aldilà.
Anime pensose e religiose hanno visto con sgomento lasciar sempre minor spazio al culto degli Angeli, dei Santi, della Madre di Dio e nostra. Con la scusa di semplificare, di modernizzare, si collaborò a ridurre e distruggere la vita di Fede. E già se ne vedono i frutti amari.
Anche l’amore personale a Gesù Cristo è insidiato nelle anime da teorie che puzzano di vecchio protestantesimo e di recente marxismo.
Il patto col Diavolo

Mentre diminuisce la pratica di una Fede semplice e soda, assistiamo ad un crescere pauroso della superstizione e del culto idrolatrico a Satana, anche in mezzo al mondo cristiano.
Basti pensare alla diffusione silenziosa ma capillare della Massoneria. Quante messe nere vengono celebrate, profanando la Santa Eucaristia, anche nelle città cosiddette cattoliche!
I Satanici e i Luciferiani, che adorano il Demonio, tentando di asservirlo ai loro loschi interessi, non sono certo in diminuzione. E quelle persone che fanno il patto col Diavolo sono sempre delle eccezioni, ma non così rare come si vorrebbe…
Costoro gli vendono, quasi gli « consacrano », l’anima in anticipo in cambio della promessa del suo aiuto (che qualche volta dà, in maniera ridotta, e molte volte no!). Vogliono avere subito il regno di questo mondo:
salute, piaceri, denaro, soprattutto il potere di vendicarsi, di nuocere al prossimo.
Sono proprio queste persone, che esteriormente sembrano normalissime, persino superdotate, quelle che compiono i malefici sugli innocenti e organizzano iniziative volte a sradicare la Fede e la morale.
Se costoro si fanno pagare, sapendo i gravissimi rischi cui vanno incontro provocando dei veri malefici, non si accontentano certo di poche migliaia di lire, come certi ciarlatani che imbrogliano gli ingenui e i superstiziosi, ma che in realtà non credono né a Dio, né al Demonio.

 

 

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