Contro la mia volontà

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Contro la mia volontà – Oggi voglio raccontarvi cosa mi è accaduto la settimana prima della festa dell’Immacolata di quest’anno. Ecco, da ormai un anno a questa parte, mi è presa la passione per la montagna, e in particolar modo mi è presa la passione per la neve e per le piste da scì. Ma non è tutto, mi è capita una persona che non so neanche come sia successo, ma, questa persona amica di un mio cognato, mi ha prestato una tavola da snowboard, e un bel giorno siamo andati io e la mia famiglia, appunto in montagna con gli slittini a divertirci un po sulla neve, e appena arrivati, ci siamo messi a salire a piedi su una parte di pendio libero da impianti di risalita e quindi gratis, i ragazzi, Christian e Fabio rispettivamente dodici e sei anni, potete immaginare, si sono incominciati a divertire con gli slittini e dopo le prime volte con la guida mia e di mia moglie, hanno voluto cominciare a scendere da soli, a quel punto, mentre tutti ormai si divertivano, ho deciso di provare questa tavola da snowboard, mi sono infilato gli scarponi adatti, mi sono seduto per terra, attaccato la tavola ai piedi, ma, senza avere la ben che minima idea di come si andasse su quell’affare. E infatti, provandoci, sarò caduto almeno un centinaio di volte, era praticamente più il tempo che impiagavo per rimettermi in piedi che quello in cui riuscivo a stare dritto sulla tavola, quelli che mi vedevano, ridevano di gusto e d’allegria notando la mia caparbietà, mia moglie a tratti rideva a tratti si vergognava di me, mentre i miei ragazzi non se ne curavano più di tanto, forse perchè ero uno di loro, anche io un ragazzino che si divertiva. Ecco, il mio corpo era tutto pieno di lividi e di dolori, ma mai mi sono divertito così tanto. Quindi poi nel corso della scorsa stagione ho imparato a fare snowboard, certo ancora sono un principiante, ma ormai riesco a non cadere più. Ma da quel primo giorno, quello sport mi è entrato nel sangue, forse perchè assomigliava tanto alla mia vita. Sono caduto tante volte, ma grazie a Dio, mio Signore e Creatore, sempre mi sono rialzato, i lividi sul mio corpo li porto tutt’ora, ma sono in piedi, e ho la forza di inginocchiarmi a pregare. Ora ritornando alla settimana prima della festa dell’Immacolata, avevo tanto desiderio di tornare a fare snowboard sulle piste da scì, e guarda caso la stagione quest’anno si è aperta con una settimana di anticipo, e io allora il venerdì prima della festa dell’Immacolata, mi sono concesso una feria e sono andato a Piancavallo, e un po per fretta un po per la sciocchezza che hanno i bambini quando hanno voglia di giocare al più presto col loro giocattolo preferito, non ho guardato nè previsioni meteo, ne quali impianti erano aperti, semplicemente mi sono alzato presto, ho messo tutto in macchina e sono partito, ma aimè, all’arrivo su in montagna, trovo con mio enorme dispiacere che tutte, ma proprio tutte le piste e gli impianti sono chiusi. Allora chiedo allo sportello dell’info-point, se per caso, ci fosse qualche pista aperta nei paraggi, e la signora mi dice che sulle alpi carniche a Ravascletto, le piste sullo Zoncolan sono aperte, non tutte, ma comunque si può sciare. Ora da Piancavallo fino a Ravascletto ci sono circa 150 Km, il navigatore mi dice che potrei essere li per le dodici o dodici e mezzo,e io penso che fino alle sedici e trenta che chiudono gli impianti, avrei potuto comunque fare snow per almeno tre ore buone, cerco di convincermi che si può fare, mi convinco, ecco che parto, scendo da questa montagna e mi dirigo verso Ravascletto, conto di essere li per mezzogiorno più o meno, per strada quindi la radio in macchina fa i capricci, non riceve bene il segnale, questo dovuto al fatto che mentre si scende o si sale una montagna i segnali radio non sono facilmente raggiungibili, a questo punto decido di ascoltare un CD per evitare di stare a sentire sto fruscio che mi disturba i timpani. Ma anche questo CD molto presto mi scoccia, ma nel frattempo sono arrivato a valle e quindi posso ascoltare la radio, e provo a mettere su Radio Maria, che è la radio più seria, più discreta e più Santa che secondo me esiste al mondo. Ma tante volte capita che ci siano argomenti che non catturano la mia attenzione, ma in questo caso non fu così. C’era un signore alla radio che parlava con tanto affetto e con tanta cura dei dettagli di una persona, e questo programma è andato avanti per tutto il tempo che io sono stato in macchina, fino a quando finalmente sono arrivato a Ravascletto e quindi si è fatto mezzogiorno inoltrato. Parcheggio, spengo il motore dell’auto e scendo con l’intento di andare a chiedere se mi confermavano l’apertura degli impianti in quel posto. La signora dell’info-point mi dice queste parole: mi spiace signore, ma da sabato, cioè da domani incominceremo a essere aperti tutti i giorni, oggi gli impianti sono chiusi”. Saluto e vado via, ritorno in macchina, quasi non mi interessa più, ho fatto una bella passeggiata, pazienza, in Signore non aveva predestinato questo per me quel giorno. Rientro in macchina e decido di ritornare a casa, ed ecco, la radio trasmette ancora su Radio Maria e parla ancora quel signore, che sicuramente sarà stato un sacerdote, e parla ancora di quella persona, che non è tanto conosciuta al mondo, ma che è una grande mistica, tale Maria Valtorta. Questo sacerdote, parla tanto di questo personaggio, che un poco me ne innamoro, e per non dimenticarmi quel nome, decido di fermarmi e di prendere nota di quel nominativo, e me ne torno a casa. Così termina la mia prima giornata sulla neve di questa ultima stagione. Maria Valtorta… contro la mia volontà il Signore mi guida su sentieri sicuri, mi fa conoscere persone fidate, e mi circonda di Santità.

Maria Valtorta

Maria Valtorta

L’ENIGMA MARIA VALTORTA
di Jean-François Lavère

Più di sessant’anni fa, immobilizzata nel suo letto da un’infermità cronica, Maria Valtorta scrisse di proprio pugno, in appena quattro anni, migliaia di pagine manoscritte che sono già diffuse in più di venti lingue.
Trattandosi di una “Vita di Gesù”, quest’opera non lascia nessuno indifferente e suscita sempre appassionate reazioni. L’opera è così eccezionale che merita di essere annoverata tra i capolavori della letteratura universale. Offre la materia per una inesauribile enciclopedia della vita di Gesù. Infatti quest’opera non solo integra la totalità dei quattro Vangeli, ma ne ricostruisce tutto il contesto socioculturale.
Quelli che conoscono l’opera classica Gesù nel suo tempo sono sorpresi, leggendo Maria Valtorta, nel constatare che la realizzazione del disegno di Henri Daniel-Rops vi è di gran lunga superata. Maria Valtorta mostra una tale capacità nel far rivivere i personaggi e gli avvenimenti che molti la paragonano al genio di uno Shakespeare. Questo si nota soprattutto nel realismo psicologico riguardante innumerevoli personaggi: agendo ognuno, per tutta l’opera, secondo l’età, il sesso, la professione, la sua situazione familiare e sociale, la sua formazione, le sue attitudini…
I più grandi autori si sforzano di raggiungere questo scopo, ma tutt’al più non vi pervengono che per il personaggio che rappresenta sé stessi e per qualcuno vicino. È così che l’eroe del romanzo David Copperfield rappresenta di fatto l’autore Charles Dickens, così come Tom Sawyer ci restituisce interamente l’infanzia di Mark Twain.
Inoltre, la successione degli avvenimenti riportati da Maria Valtorta trova molto naturalmente il suo posto nel quadro storico del primo secolo. Lo storico Elian Cuvillier, rendendosi conto che venti secoli di ricerche incessanti sulla cronologia della vita di Gesù sono apparsi poco fruttuosi, scrisse: “Lo storico ormai sa che è impossibile ricostruire con precisione la vita di Gesù nel dettaglio… Quanto a collocare questa o quella parola nel quadro della sua esistenza terrena, ciò è definitivamente impossibile”. Il lettore della vita di Gesù di Maria Valtorta ha la folgorante impressione di una cronologia coerente, completa e senza eguali: il puzzle è completato! È un miraggio?
Per quanto concerne i testi sacri Maria Valtorta ne manifesta una conoscenza così approfondita che l’eminente biblista Gabriele Allegra (autore della prima traduzione integrale della Bibbia in cinese) si confessò stupefatto per “la sua sorprendente cultura scritturistica”, lei che “si serviva di una semplice versione popolare della Bibbia” (relazione scritta a Macao nel giugno 1970).
Quanto alla geografia, per fissare le carte della Palestina ai tempi di Gesù gli eruditi (e specialmente i ricercatori ebrei) hanno dovuto consultare un cumulo di documenti tra i quali il Talmud, Giuseppe Flavio, le iscrizioni, le tradizioni, fonti archeologiche, ecc. Maria Valtorta nomina centinaia di luoghi e descrive con esattezza e forza dettagli di panorami, strade, corsi d’acqua, rilievi, monumenti, pur non disponendo praticamente di alcuna documentazione specializzata.
Il più sorprendente è che Maria Valtorta, pur avendo una viva intelligenza ed una eccellente memoria, non aveva neppure terminato i suoi studi secondari.

 

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