Archivio della categoria: Sacramentali

1667 « La santa Madre Chiesa ha istituito i sacramentali. Questi sono segni sacri per mezzo dei quali, con una certa imitazione dei sacramenti, sono significati e, per impetrazione della Chiesa, vengono ottenuti effetti soprattutto spirituali. Per mezzo di essi gli uomini vengono disposti a ricevere l’effetto principale dei sacramenti e vengono santificate le varie circostanze della vita ».

Dottrina Cattolica

Dottrina Cattolica

DOTTRINA CATTOLICA

DOTTRINA CATTOLICA

Dottrina Cattolica –

I due comandamenti di carità

1. Amerai il Signore tuo Dio, 
con tutto il tuo cuore,
con tutta la tua anima
e con tutta la tua mente.
2. Amerai il prossimo tuo
come te stesso.

La regola d’oro (Mt 7,12)

Tutto quanto volete che gli uomini
facciano a voi,
anche voi fatelo a loro.

Le Beatitudini (Mt 5,3-12)

Beati i poveri in spirito,
perché di essi è il regno dei cieli. 
Beati gli afflitti,
perché saranno consolati.
Beati i miti,
perché erediteranno la terra.
Beati quelli che hanno fame
e sete della giustizia,
perché saranno saziati.
Beati i misericordiosi,
perché troveranno misericordia. 
Beati i puri di cuore,
perché vedranno Dio.
Beati gli operatori di pace,

perché saranno chiamati figli di Dio.
Beati i perseguitati

per causa della giustizia,
perché di essi è il regno dei cieli. 
Beati voi quando vi insulteranno,
vi perseguiteranno e, mentendo, 
diranno ogni sorta di male
contro di voi, per causa mia. 
Rallegratevi ed esultate, perché grande 
è la vostra ricompensa nei cieli.

I cinque precetti della Chiesa

1. Partecipare alla Messa la domenica
e le altre feste comandate e rimanere 
liberi da lavori e da attività che 
potrebbero impedire la santificazione 
di tali giorni.
2. Confessare i propri peccati almeno
una volta all’anno.
3. Ricevere il sacramento dell’Eucaristia 
almeno a Pasqua.
4. Astenersi dal mangiare carne e osservare 
il digiuno nei giorni stabiliti
dalla Chiesa.
5. Sovvenire alle necessità materiali
della Chiesa stessa, secondo le 
proprie possibilità.

Le sette opere
di misericordia corporale

1. Dar da mangiare agli affamati. 
2. Dar da bere agli assetati.
3. Vestire gli ignudi.

4. Alloggiare i pellegrini
5. Visitare gli infermi.
6. Visitare i carcerati.
7. Seppellire i morti.

Le tre virtù teologali

1. Fede
2. Speranza
3. Carità.

Le quattro virtù cardinali

1. Prudenza
2. Giustizia
3. Fortezza
4. Temperanza.

I sette doni dello Spirito Santo

1. Sapienza 
2. Intelletto
3. Consiglio
4. Fortezza
5. Scienza
6. Pietà
7. Timor di Dio.

I dodici frutti dello Spirito Santo

1. Amore
2. Gioia
3. Pace

4. Pazienza
5. Longanimità 
6. Bontà
7. Benevolenza 
8. Mitezza
9. Fedeltà
10. Modestia 
11. Continenza 
12. Castità.

Le sette opere
di misericordia spirituale

1. Consigliare i dubbiosi.
2. Insegnare agli ignoranti.
3. Ammonire i peccatori.
4. Consolare gli afflitti.
5. Perdonare le offese.
6. Sopportare pazientemente le persone
moleste.
7. Pregare Dio per i vivi e per i morti.

I sette vizi capitali

1. Superbia
2. Avarizia 
3. Lussuria 
4. Ira
5. Gola 
6. Invidia 
7. Accidia.

I quattro novissimi

1. Morte
2. Giudizio 
3. Inferno 
4. Paradiso.

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Oggetti immagini Sacre Benedette

Oggetti immagini Sacre Benedette

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Oggetti immagini Sacre Benedette :  Gli oggetti e le immagini sacre e benedette, vanno messe bene in vista negli ambienti e sono anch’essi segno di protezione mediante la nostra fede:il Crocifisso, il S. Cuore, le immagini di Gesù, della Madonna, di S. Michele Arcangelo, le medaglie, i santini e le reliquie, l’ulivo benedetto…etc

E’ bene anche che i componenti della famiglia si ritrovino insieme, stabilendo un tempo preciso di preghiera da tenersi davanti a queste immagini sacre (l’ideale sarebbe la recitazione quotidiana e familiare del Santo Rosario).

Gli oggetti e i segni sacri, quando non siano ingombranti, possono anche essere portati dalle persone stesse come segno di protezione(in un taschino, al collo, sull’auto etc.) , come segno evidente di appartenenza a Dio.

Il Crocifisso

Il crocifisso è il libro più bello, più autentico, più luminoso della Sapienza di Dio.

Il crocifisso è il flagello dei demoni, il rimedio contro le tentazioni, la morte della natura ribelle, il canale della Grazia, la via del cielo.

Il crocifisso è la luce che rischiara, il sole che riscalda, l’alimento che nutre, la sorgente che rinfresca.

La dolcezza che inebria. la bellezza che incanta.. la solitudine che riposa.. la fortezza ove ci si rinchiude. la fornace dove ci si consuma.. l’oceano dove ci si immerge. l abisso dove ci si perde.

Guarda spesso il crocifisso, contempla il crocifisso, ama il crocifisso, bacia il crocifisso, porta sempre con te il tuo crocifisso.

 

 

Abbi Gesù Crocifisso per modello, la SS. Eucaristia per conforto, Maria per Madre.

Vuoi sapere ciò che vale la tua anima? Guarda il crocifisso

Vuoi farti un’idea della gravità del peccato? Medita il crocifisso

Vuoi conoscere quanto Dio ti ama? Contempla il crocifisso

Il mio crocifisso lo porto dappertutto e lo preferisco a tutto.

Il mio crocifisso quando sono debole mi da forza, quando cado mi rialza, quando mi scoraggio mi rianima, quando piango mi consola, quando soffro mi guarisce, quando tremo mi rassicura, quando lo chiamo mi risponde.

Nel mio crocifisso trovo tutto, non voglio desiderare, cercare, domandare, possedere se non il mio Crocifisso.

Il mio crocifisso mi custodirà e proteggerà in vita, mi rassicurerà in morte, mi coronerà nell’eternità la cui beatitudine dovrò al mio crocifisso.

Amiamo il nostro crocifisso sull’esempio dei anti

Gesù ha rivelato a S. Geltrude:” Ti confido che mi torna assai gradito vedere lo strumento del mio supplizio circondato d’amore e di rispetto “. La santa ebbe pure, per speciale luce divina il seguente insegnamento: quando un’anima guarda il crocifisso deve pensare che Gesù le dica con bontà ” ecco come per tuo amore ho voluto essere appeso nudo, sfigurato, coperto di piaghe, con le membra violentemente distese sopra una croce! Il mio Cuore è così pieno d’amore per te che se per salvarti fosse necessario, sopporterei di nuovo e volentieri per te solo, tutto quello che ho sofferto per salvare il mondo intero. “

 

La Medaglia Miracolosa

Era il 27 novembre. Questa è l’apparizione più importante e fondamentale. In essa l’umile Santa Caterina ebbe la rivelazione della celebre Medaglia miracolosa, e la Madonna le spiegò in che cosa consisteva la missione che voleva affidarle. Una missione vasta quanto la terra. Proprio lei, l’umile e ignorata Suor Caterina, veniva eletta perché facesse conoscere a tutti gli uomini il celeste pegno di misericordia che l’Immacolata si degnava donare all’umanità. E Suor Caterina si metterà all’opera non risparmiandosi nelle prove e nelle sofferenze a cui verrà sottoposta. Era sicura dell’aiuto di Colei che è la Regina dell’universo, e prima o poi, quindi, sarebbe arrivata l’ora della diffusione di questa medaglina, piccolo tesoro di grazia. Per Suor Caterina, del resto, dovette essere ben poca cosa sacrificarsi senza risparmio per la Regina Immacolata che l’aveva inebriata delle sue celestiali apparizioni. Ella stessa ha descritto in modo dettagliato anche questa seconda e più celebre apparizione. Leggiamola con amore.

Bellezza indescrivibile

“Il 27 novembre 1830, che capitava il sabato antecedente alla prima domenica di Avvento, alle cinque e mezzo di sera, facendo la meditazione in profondo silenzio, mi parve di sentire dal lato destro della cappella un rumore come il fruscio di una veste di seta. Avendo volto lo sguardo a quel lato, vidi la Santissima Vergine all’altezza del quadro di San Giuseppe. La sua statura era media, e la sua bellezza tale che mi è impossibile descriverla. Stava in piedi, la sua veste era di seta e di color bianco-aurora, fatta, come si dice, à la vierge (“alla vergine”), cioè accollata e con maniche lisce. Dal capo le scendeva un velo bianco sino ai piedi. Aveva i capelli spartiti e una specie di cuffia con un merletto di circa tre centimetri di larghezza, leggermente appoggiato sui capelli. Il viso era abbastanza scoperto; i piedi poggiavano sopra un globo; o meglio, sopra un mezzo globo, o almeno io non ne vidi che una metà (più tardi la Santa confesserà di aver visto sotto i piedi della Vergine anche un serpente color verdastro chiazzato di giallo).

Le sue mani, elevate all’altezza della cintura, mantenevano in modo naturale un altro globo più piccolo che rappresentava l’universo. Ella aveva gli occhi rivolti al cielo, e il suo volto diventò risplendente, mentre presentava il globo a Nostro Signore.

Tutto ad un tratto le sue dita si ricoprirono di anelli, ornati di pietre preziose, le une più belle delle altre, le une più grosse e le altre più piccole, le quali gettavano dei raggi gli uni più belli degli altri questi raggi partivano dalle pietre preziose; le più grosse gettavano raggi più grandi, e le più piccole raggi meno grandi, sicché tutta se ne riempiva la parte inferiore, e io non vedevo più i suoi piedi…”.

” Fate coniare una medaglia… ”

“Mentre io ero intenta a contemplarla, la Santissima Vergine abbassò gli occhi verso di me e intesi una voce che mi disse queste parole: ” Questo globo che vedete rappresenta tutto il mondo, in particolare la Francia ed ogni singola persona… “. Io qui non so ridire ciò che provai e ciò che vidi, la bellezza e lo splendore dei raggi così sfolgoranti! … E la Vergine Santissima aggiunse: ” Sono il simbolo delle Grazie che io spargo sulle persone che me le domandano “, facendomi così comprendere quanto è dolce pregare la Santissima Vergine e quanto Ella è generosa con le persone che La pregano; quante grazie Ella accorda alle persone che gliele cercano e quale gioia Ella prova nel concederle. In quel momento, io ero e non ero… Non so…. io godevo. Ed ecco formarsi intorno alla SS.Vergine un quadro alquanto ovale, sul quale in alto, a modo di semicerchio dalla mano destra alla sinistra di Maria si leggevano queste parole scritte a lettere d’oro: ” O Maria, concepita senza peccato, pregate per noi che ricorriamo a Voi “.

Allora si fece sentire una voce che mi disse: ” Fate coniare una medaglia su questo modello; tutte le persone che la porteranno, riceveranno grandi grazie specialmente portandola al collo; le grazie saranno abbondanti per le persone che la porteranno con fiducia… “. All’istante mi parve che il quadro si voltasse e io vidi il rovescio della Medaglia. Vi era la lettera M (iniziale del nome Maria) sormontata da una croce senza crocifisso che aveva come base la lettera I (iniziale del nome Iesus, Gesù). Più sotto poi vi erano due cuori, uno circondato da spine (quello di Gesù), l’altro trapassato da una spada (quello di Maria). Dodici stelle infine circondavano il tutto. Poi tutto disparve, come qualcosa che si spegne, ed io sono rimasta ripiena non so di che, di buoni sentimenti, di gioia, di consolazione”.

 

 

 

La Medaglia di San Benedetto

Spiegazione delle Iniziali presenti sulla Medaglia:

C.S.P.B.

Crux Sancti Patris Benedicti

La Croce del Santo Padre Benedetto

C.S.S.M.L.

Crux Sacra Sit Mihi Lux

La Croce Santa sia la mia luce

N.D.S.M.D.

Non Drago Sit Mihi Dux

Non sia il demonio il mio condottiero

V.R.S.

Vade Retro, Satana!

Allontanati, Sanata!

N.S.M.V.

Numquam Suade Mihi Vana

Non mi attirare alle vanità

S.M.Q.L.

Sunt Mala Quae Libas

Son mali le tue bevande

I.V.B.

Ipse Venena Bibas

Bevi tu stesso i tuoi veleni

Preghiera: Croce del Santo Padre Benedetto. Croce santa sii la mia luce e non sia mai il demonio mio capo. Va’ indietro, Satana; non mi persuaderai mai di cose vane; sono cattive le bevande che mi offri, bevi tu stesso il tuo veleno. Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

 

 

 

 

 

 

 

Uno degli episodi più noti di possessione diabolica, riportato in vari libri per la documentazione storicamente esatta che ci ha tramandato i fatti, è quello riguardante i due fratelli Burner, di Illfurt (Alsazia), che furono liberati con una serie di esorcismi nel 1869. Ebbene, un giorno, tra i tanti gravissimi dispetti del demonio, si sarebbe dovuta rovesciare la carrozza che trasportava l’esorcista, accompagnato da un monsignore e da una suora. Ma il demonio non poté attuare il suo proposito perché, al momento della partenza, era stata data al cocchiere una medaglia di San Benedetto, a scopo protettivo e il cocchiere se l’era messa devotamente in tasca. (da Don Gabriele Amorth, “Un esorcista racconta” Ed. Dehoniane, Roma)

Notizie storiche:

Le origini della medaglia di San Benedetto sono antichissime. Papa Benedetto XIV ne ideò il disegno e col “Breve” del 1742 approvò la medaglia concedendo delle indulgenze a coloro che la portano con fede. Sul diritto della medaglia, San Benedetto tiene nella mano destra una croce elevata verso il cielo e nella sinistra il libro aperto della santa Regola. Sull’altare é posto un calice dal quale esce una serpe per ricordare un episodio accaduto a San Benedetto: il Santo, con un segno di croce, avrebbe frantumato la coppa contenente il vino avvelenato datogli da monaci attentatori. Attorno alla medaglia, sono coniate queste parole: ” EIUS IN OBITU NOSTRO PRESENTIA MUNIAMUR ” (Possiamo essere protetti dalla sua presenza nell’ora della nostra morte). Sul rovescio della medaglia, figura la croce di San Benedetto e le iniziali dei testi. Questi versi sono antichissimi. Essi appaiono in un manoscritto del XIV sec. a testimonianza della fede nella potenza di Dio e di San Benedetto. La devozione della Medaglia o Croce di San Benedetto, divenne popolare intorno al 1050, dopo la guarigione miracolosa del giovane Brunone, figlio del conte Ugo di Eginsheim in Alsazia. Brunone, secondo alcuni, fu guarito da una grave infermità, dopo che gli fu offerta la medaglia di San Benedetto. Dopo la guarigione, divenne monaco benedettino e poi papa: é san Leone IX, morto nel 1054. Tra i propagatori bisogna annoverare anche san Vincenzo de’ Paoli.

La Medaglia di San Benedetto non è magica!

Numerosi sono gli effetti benefici attribuiti alla stessa: guarigioni, protezione contro il demonio, grazia di preparazione ad una santa morte… Ma attenzione, la medaglia non e un talismano che annullerebbe le prove della nostra vita, ma un mezzo che ci può aiutare a superarle. Le parole scritte attorno alla croce sono quelle che Benedetto pronunciò rispondendo alla tentazione del demonio. Possiamo farle nostre in uno spirito di fede, sapendo che la Croce di Cristo é pegno della nostra vittoria e della nostra salvezza. Questa medaglia è un sacramentale della Chiesa Cattolica, un segno sacro dal quale sono signifìcati e ottenuti effetti, grazie alla preghiera della Chiesa. Per trarre vantaggi da questa preghiera e da questa medaglia, non basta farla benedire e portarla come se fosse un portafortuna: i benefici che speriamo di ottenere sono proporzionati alla crescita della nostra fede e della nostra fiducia in Dio e in San Benedetto

 

Lo Scapolare della Madonna del Carmelo

Lo Scapolare della Madonna del Carmine è l’abito dei Carmelitani. Indossarlo significa appartenere alla famiglia del Carmelo.
Lo Scapolare è chiamato anche “Abitino”, piccolo abito, perché riproduce in piccolo le dimensioni l’abito dell’ordine. Portare lo scapolare del Carmine, o abitino, è una delle devozioni più amate fra il popolo di Dio.
Rivestire l’abitino significa consacrarsi a Maria, essere riconosciuti da Lei come figli prediletti. Rispondendo all’amore della Vergine Maria, i suoi devoti vivono sicuri della sua protezione nei pericoli della vita, nell’ora della morte, certi che anche dopo la morte interverrà per loro “Colei che con la sua materna carità si prende cura dei fratelli del Figlio suo…fino a che non siano condotti nella patria beata”(LG 62).
L’aggregazione della Famiglia Carmelitana e la familiarità con Maria, assume un carattere fondamentalmente comunitario ed ecclesiale, perché Maria “aiuta tutti i suoi figli, dovunque e comunque vivano, a trovare in Cristo la via verso al casa del Padre”(RM 47).
Lo Scapolare è il piccolo segno del grande ideale del Carmelo: l’amicizia, l’intimità con Dio.
Lo Scapolare è formato da due pezzi di stoffa marrone collegati fra loro da un esile fettuccia o cordoncino.
Normalmente va portato attorno al collo. Nella confezione degli scapolari si ama unire sulla stoffa marrone l’immagine di Maria ed alcuni aggiungono quella del Sacro Cuore.

Scapolare ed impegno cristiano

Ricevere lo Scapolare, che è la sintesi dell’abito carmelitano, equivale ad entrare a far parte della famiglia carmelitana e goderne i benefici, in particolare la spiritualità mariana, e la protezione di Maria, in vita, nell’ora della morte e dopo la morte.
Nella vita quotidiana significa:
Vivere da “fratelli” o “sorelle” in comunione con il Carmelo, cercando di approfondirne la vita e gli ideali.
Dare a Maria sempre più spazio nella propria vita, cercando di vivere nel proprio ambiente la fedeltà a Cristo con lo spirito di Maria.
Imitare la “Vergine orante ” che custodiva la parola di Dio nel suo Cuore”(Lc 2, 19.51), dedicando qualche tempo all’incontro con Dio nella preghiera.
Vivere la castità dell’anima e del corpo, del cuore e dei sensi secondo il proprio stato e le esigenze evangeliche di ogni vocazione.
Maria è invocata come la “bellezza del Carmelo”. Per la via della bellezza tutta la natura, valorizzata e rispettata, canta così con gioia le lodi del suo Creatore, e la devozione a Maria si rivela ancora una volta ” un aiuto potente per l’uomo in cammino verso la conquista della sua pienezza”(MC, 56).

Suggerimenti pratici

La benedizione e consegna dello Scapolare può essere fata da tutti i sacerdoti e diaconi del Carmelo e da ogni sacerdote e diacono che ne abbia ricevuto la facoltà dai Superiori dell’Ordine.
Lo Scapolare può essere sostituito con la “Medaglia Scapolare”, recante da una parte l’immagine del Sacro Cuore e dall’altra quella della Madonna. Sia la Medaglia che lo Scapolare possono essere cambiati senza che intervenga una nuova benedizione.

Persevera nella devozione a Maria con una valida testimonianza di vita cristiana.
Dedica ogni giorno qualche tempo all’incontro con Dio. Se ti è possibile, accostati all’Eucaristia frequentemente. Ti suggeriamo alcune pratiche possibili a scelta:
-recita quotidiana di qualche parte dell’ufficio divino;
oppure
-recita della terza parte del Rosario;
oppure
-un breve tempo di “Lectio Divina”;
oppure
– recita di 7 Padre, Ave, Gloria.

Il giorno di Sabato è dedicato a Maria, ricorda di pregarla in modo particolare.
Il 16 luglio è la solenne festa annuale della Madonna del Carmine.

Prima di coricarti recita tutte le sere una di questa preghiere:

” Fior del Carmelo
o vite in fiore, splendore del cielo,
Tu solamente sei Vergine e Madre,
Madre dolcissima, sempre illibata: ai tuoi devoti dà protezione,
Stella del Mare “.

oppure

“Sotto la tua protezione troviamo rifugio
santa Madre di Dio:
non disprezzare le suppliche di
noi che siamo nella prova, e liberaci da ogni pericolo, o vergine gloriosa e benedetta “.

(Tratto dal libro ” Preghiere per le anime dei nostri defunti in Purgatorio ” editrice Shalom)

La grande promessa della Madonna del Carmine per chi porta l'”Abitino”

La Regina del Cielo, apparendo tutta raggiante di luce, il 16 luglio 1251, al vecchio generale dell’Ordine carmelitano, San Simone Stock (il quale l’aveva pregata di dare un privilegio ai Carmelitani), porgendogli uno scapolare-detto comunemente “Abitino”- così gli parlò:”Prendi figlio dilettissimo, prendi questo scapolare del tuo Ordine, segno distintivo della mia Confraternita, privilegio a te e a tutti i Carmelitani. Chi morrà rivestito di questo abito non soffrirà il fuoco eterno; questo è un segno di salute, di salvezza nei pericoli, di alleanza di pace e di patto sempiterno”. Detto questo, la vergine scomparve in un profumo di Cielo, lasciando nelle mani di Simone il pegno della Prima “Grande Promessa”.
La Madonna, dunque, con la sua rivelazione, ha voluto dire che chiunque indosserà per sempre l’Abitino, non solo sarà salvato eternamente, ma sarà salvato dai pericoli. Non bisogna credere minimamente, però che la Madonna, con la sua grande promessa, voglia ingenerare nell’uomo l’intenzione di assicurarsi il Paradiso, continuando continuamente a peccare, o forse la speranza di salvarsi anche privo di meriti, ma piuttosto che in forza della Sua Promessa, Ella si adopera in maniera efficace per la conversione del peccatore, che porta con fede e devozione l’Abitino fino in punto di morte.

Condizioni per ottenere il frutto della Grande Promessa della Madonna.

1) Ricevere al collo l’Abitino dalle mani di un sacerdote a ciò autorizzato, il quale, imponendolo, recita una sacra formula di consacrazione alla Madonna. Ciò è necessario solo la prima volta che s’indossa l’Abitino, esso si mette al collo con le proprie mani.

2) L’Abitino, dev’essere tenuto, giorno e notte, indosso e precisamente al collo, in modo che una parte scenda sul petto e l’altra sulla spalle. Chi lo porta in tasca, nella borsetta o appuntato sul petto non partecipa alla Grande Promessa.

3) E’ necessario morire rivestito del sacro Abitino. Chi l’ ha portato per tutta la vita ed in punto di morte se lo toglie, non partecipa alla Grande Promessa della Madonna.

Alcuni chiarimenti

L’Abitino (che non è altro che una forma ridotta dell’abito dei religiosi carmelitani), deve essere necessariamente di panno di lana e non di altra stoffa, di forma quadrata o rettangolare, di colore marrone o nero. L’immagine su di esso, della Beata Vergine, non è necessaria ma è di pura devozione. Scolorandosi l’immagine o staccandosi, l’Abitino vale lo stesso.
L’Abitino consumato si conserva, o si distrugge bruciandolo, e il nuovo non ha bisogno di benedizione.
Chi per qualche motivo, non può portare l’Abitino di lana, può sostituirlo,(dopo averlo indossato di lana in seguito all’imposizione fatta dal sacerdote), con una medaglietta che abbia da una parte l’effige di Gesù e del suo Sacro Cuore e dall’altra quella della Beata Vergine del Carmelo.
L’Abitino si può lavare, ma prima di toglierlo dal collo, è bene sostituirlo con un altro o con una medaglietta, in modo che non si resti mai privi di esso.
Non è necassario che l’Abitino tocchi direttamente il corpo, ma può portarsi sugli indumenti, purchè sia messo al collo.
Chi porta l’Abitino, pur non essendo obbligato, è bene che reciti spesso la Giaculatoria: “O Maria Santissima del Carmelo, pregate per noi”.
Baciando lo Scapolare proprio o quello di altra persona, si lucra l’indulgenza di 550 giorno ogni volta, indulgenza che non si lucra baciando la medaglia.

PRIVILEGIO SABATINO

Il privilegio sabatino, è una seconda Promessa (riguardante l’Abitino) che la Madonna fece in una Sua apparizione, ai primi del 1300, al Pontefice Giovanni XXII, al quale, la Vergine comandò di confermare in terra , il privilegio ottenuto da lei in Cielo, dal suo diletto Figlio.
Questo grande privilegio , offre la possibilità di entrare in Paradiso il primo sabato dopo la morte. Ciò vuol dire che, coloro che otterranno questo privilegio, staranno in Purgatorio, massimo una settimana, e se avranno la fortuna di morire di sabato, la Madonna li porterà subito in Paradiso.
Non bisogna confondere la Grande Promessa (riguardante l’Abitino) della Madonna con il Privilegio Sabatino. Nella Grande Promessa, fatta a san Simone Stock, non sono richieste nè preghiere, nè astinenze, ma basta portare con fede e devozione giorno e notte indosso, fino al punto di morte, la divisa carmelitana, che è l’abitino, per essere guidati ed aiutati in vita dalla Madonna e per fare una buona morte, o meglio, per non patire il fuoco dell’Inferno.
Per quanto riguarda il Privilegio Sabatino, che riduce ad una settimana , al massimo, la sosta nel Purgatorio, la Madonna chiede che oltre a portare l’Abitino si facciano anche preghiere e alcuni sacrifici in Suo onore.

CONDIZIONI VOLUTE DALLA MADONNA PER OTTENERE IL PRIVILEGIO SABATINO

1) Portare giorno e notte indosso l’Abitino, come per la prima Grande promessa.
2) Essere iscritti nei registri di una Confraternita Carmelitana ed essere, quindi, confratelli Carmelitani.
3) Osservare la castità secondo il proprio stato.
4) Recitare ogni giorno le ore canoniche (cioè l’ufficio Divino o il Piccolo Ufficio della Madonna). Chi non sa recitare queste preghiere, deve osservare i digiuni della Santa Chiesa (salvo se non è dispensato per legittima causa) ed astenersi dalle carni, nel mercoledì e sabato per la Madonna e nel Venerdì per Gesù, eccetto il giorno del S. Natale.
La S Chiesa, per venire incontro ai fedeli, dà al sacerdote, che impone l’Abitino, la facoltà di commutare la recita delle ore canoniche e l’astinenza del mercoledì e del sabato in alcune facili preghiere a piacimento del sacerdote stesso. Tutte queste pratiche, generalmente vengono commutate nella recita quotidiana del Santo Rosario oppure di sette Pater, Ave, Gloria e nell’astinenza dalla carne il mercoledì in onore della Madonna del Carmine.

ALCUNE PRECISAZIONI

Chi non osserva la recita delle suddette preghiere o l’astinenza dalle carni non commette alcun peccato; dopo la morte, potrà entrare anche subito in Paradiso per altri meriti, ma non godrà del Privilegio Sabatino.
La commutazione dell’astinenza dalle carni in altra penitenza si puo’ chiedere a qualunque sacerdote.

PREGHIERA ALLA MADONNA DEL CARMELO

L’Abitino che io porto
è sicuro mio conforto
e lo stimo mio tesoro
più d’argento, gemme e oro.

Da Voi spero, Gran Signora,
ciò che voi diceste allora
a Simone Vostro amato,
dando l’abito sacrato.

Prometteste certamente,
a chi li porta piamente,
esentar da cruda sorte
ed in vita e dopo morte.

Ed il sabato che viene,
esentarlo dalle pene
col sovrano Vostro zelo
e condurlo poi nel Cielo.

Orsù dunque Verginella,
Madre, Sposa, tutta bella,
me infelice liberate
d’ogni male consolate.

Aiutatemi nei guai
mentre afflitto sono assai,
specialmente, allora, quando
il mio fiato sta spirando.

Allora sì datemi aita,
d’impetrar l’eterna vita,
e sfuggire in tutti i modi
di Lucifer le frodi.

Fate allora che io gioendo
e con gli angeli godendo,
canti dolce melodia,
Viva, viva del Carmine Maria.

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sale esorcizzato

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Sale Esorcizzato : Nell’antichità il sale ha sempre rivestito un’importanza fondamentale, tanto da essere usato come compenso ai soldati, o come merce nobile di scambio sui mercati. Esso ha segnato la storia dei popoli antichi del bacino del Mediterraneo. Il sale aveva presso gli Ebrei un significato religioso tutto particolare, tanto che il sale era presente in tutti i sacrifici offerti a Dio ” Sopra ogni offerta offrirai del sale ” (Lev 2,13). Venivano attribuiti al sale poteri medicinali, forse a motivo del suo uso come conservante di carne e pesci. Per questo veniva sparso come tonificante sul corpo dei neonati (Ez 16,4), famosa è la frase di Gesù che Egli applica ai suoi discepoli, subito dopo il “discorso della montagna”: “Voi siete il sale della terra” che pone in stretto parallelo con “Voi siete la luce del mondo” (Mt 5,13-16). La formula sacramentale della benedizione del sale, trae origine dal miracolo del risanamento dell’acqua, operato dal Profeta Elisèo (2 Re 2,19-22) che versa del sale in quella sorgente malsana unitamente ad una preghiera.”Dice il Signore: rendo sane queste acque: da esse non si diffonderanno più morte e sterilità ” (2 Re 2,21).

Anche il sale è veicolo di risanamento e di purificazione per chi lo usa con fede. Tale benedizione deve essere sempre effettuata da un sacerdote

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E’ possibile farlo esorcizzare da un qualsiasi Sacerdote o Diacono come già detto riguardo all’Acqua! La Preghiera di Esorcismo del Sale la si trova nell’Esorcismo dell’Acqua riportato nel Rituale Romanum…

Il Sale anche è un simbolo, un segno molto antico… con il sale si pagava (di li la parola: salario), si curavano le infermità, si facevano gli impacchi su ammalati e bambini per tonificare, si conservava il cibo, pesci, carne; soprattutto veniva usato per purificare, disinfettare… Ecco allora che anche questo segno Sacramentale vuole trarre origini, con la Sapienza della Madre Chiesa Cattolica e Santa, dalla Bibbia e dal Popolo Eletto. Il sale aveva presso gli Ebrei un significato religioso tutto particolare, tanto che il sale era presente in tutti i sacrifici offerti a Dio “Sopra ogni offerta offrirai del sale” (Lev 2,13).Famosa è la frase di Gesù che Egli applica ai suoi discepoli, subito dopo il “discorso della montagna”: “Voi siete il sale della terra” che pone in stretto parallelo con “Voi siete la luce del mondo” (Mt 5,13-16). La Formula Sacramentale della Benedizione del sale, trae origine dal Miracolo del risanamento dell’acqua, operato dal Santo Profeta Elisèo (2 Re 2,19-22) che immette del sale in quella sorgente malsana unitamente ad una preghiera…”Dice il Signore: rendo sane queste acque: da esse non si diffonderanno più morte e sterilità” (2 Re 2,21). Anche il Sale Esorcizzato è veicolo di risanamento e di purificazione per chi lo usa con fede soprattutto Protezione e Custodia contro gli Attacchi dell’Inferno… e liberazione dal Maligno per chi ne è colpito! Basta semplicemente usarlo, ma con Fede! Non come superstizione! La Santa Madre Chiesa Cattolica e Romana, vuole darci nella Sua infinita Bontà e Sapienza dei Rimedi, che usati con Fede e Preghiera giovano moltissimo per la vittoria sulle forze di Satana e i suoi emissari!
Come usare il Sale Esorcizzato?
Io su insegnamento di P. Amorth consiglio sempre di porlo negli Angoli delle case, per le sue grandi “doti, qualità” protettive e difensive (richiamate esplicitamente nella sua formula di Benedizione-Esorcismo), il Sale Esorcizzato dunque posto negli angoli delle case, delle stanze, in macchina, in un sacchetto da portare con se: indica la protezione di Dio su quelle persone e su quei luoghi in cui è usato! Altro richiamo esplicito nella Benedizione-Esorcismo del sale è: la purificazione e la liberazione da ogni male fisico, psichico e spirituale per questo è consigliato anche di cucinare con il Sale, l’Acqua e l’Olio Esorcizzati per condire cibi, o anche da mangiare a granelli… giova molto in caso di mali malefici, mali diabolici, e per liberarsi dalle impurità che rimangono nel corpo di chi è colpito da un maleficio…(il maleficio fatto su persona, facendo, bere o mangiare cose maleficate, o anche in altri modi -il campo è vastissimo- rimane nello stomaco delle persone anche per tutta la vita causando dei dolori fortissimi, e con questi mezzi di Grazia e con molta Preghiera ci si libera facilmente.. ma ne parleremo più avanti in particolare) è utile, mettere il Sale Esorcizzato, anche sulle soglie di porte e finestre o sullo zerbino recitando Preghiere. Specialmente se sono case, luoghi, in cui vi entrano o vi abitano persone avverse alla Fede, che bestemmiano, che compiono azioni malvagie, o pratiche magiche etc. sia per allontanarle, sia per purificare da quelle “negatività” o meglio “influenze cattive” cioè: gli Spiriti Maligni, Demòni che con le loro scellerataggini attirano. Si noti che per questi particolari “poteri” che ha il Sale Esorcizzato è utilissimo ed efficace insieme ad Olio e Acqua Esorcizzati in quei luoghi in cui si avvertono presenze, si sentono, rumori, scricchiolii o altri fenomeni inspiegabili, per allontanare da essi il potere del Maligno e degli altri Spiriti Immondi…

In questi casi P. Amorth raccomanda sempre su esempio del Suo maestro P.Candido Amantini, Esorcista Passionista al Pontificio Santuario della Scala Santa a Roma per moltissimi anni, morto in concetto di santità (e invocato con molto successo durante gli esorcismi) a questo si veda il mio nuovo blog: www.padrecandidoamantini.blogspot.com. Raccomanda di mettere mescolati insieme: Acqua, Olio e Sale Esorcizzati Pregando naturalmente! (è sempre sottinteso) Sui bordi delle finestre e delle porte di quei luoghi in cui avvengono fatti e cose strane, inspiegabili già sopra citati… si ha buon risultato. Se i fenomeni dovessero persistere ci si deve rivolgere all’Esorcista Diocesano (se c’è!?!) o ad un Prete di “buona volontà”. Comunque non voglio dilungarmi su argomenti che se Dio e la Vergine Santa vorranno, affronterò più avanti!

Una cosa strana che potrebbe capitare ( ma non bisogna meravigliarsi quando si parla di certi argomenti) è che il Sale Esorcizzato potrebbe “crescere” cioè aumentare di volume, e questo è indice di una presenza o azione malefica… Ho in mente un caso, non molto raro, in cui: un ragazzo che aveva dubbi riguardo a persone della sua famiglia che fossero attaccate da influenze malefiche o anche la casa stessa… Su nostro consiglio mise del Sale Esorcizzato in bicchieri in diversi punti della casa (mi ha detto un mio amico Esorcista che lui i bicchieri pieni di Sale Esorcizzato li fa poggiare su un piattino con Acqua Esorcizzata, è lo stesso comunque) , e vide che il Sale Esorcizzato crebbe a dismisura si notò che cresceva di più in presenza di una certa persona, posseduta… naturalmente tutto sotto controllo strettissimo di quel ragazzo che era quasi incredulo all’inizio! Ecco si ha l’impressione che il Sale assorba queste influenze, queste negatività… aiuta dunque anche nel discernere e bisogna, qualora si verificasse una cosa del genere, rivolgersi ad un Esorcista.

Tutto questo però in caso positivo… cioè se si verifica è indice sicuro di una presenza malefica, ma se non si verifica non è detto che non ci sia: il Demonio è scaltro, è l’Ingannatore per eccellenza quindi se ci sono dei dubbi bisogna sempre vagliare; sempre molto attentamente la situazione con l’aiuto di persone esperte, possibilmente Sacerdoti Esorcisti o chi li affianca. Mai, mai Maghi o cose simili quali medium, sensitivi etc.. si peggiorerebbe la situazione sicuramente!!!

A termine di questa nuova Catechesi riporto la Preghiera di Benedizione Esorcismo del Sale che può naturalmente usarae solo un Sacerdote o Diacono:

(dal rituale romanum)
V. Adjutorium nostrum in nomine Domini.

R. Qui fecit coelum et terram.

ESORCISMO DEL SALE
Exorcizo te, creatura salis, per Deum X vivum, per Deum X verum, per Deum X sanctum: per Deum, qui te per Eliseum Prophetam in aquam mitti jussit, ut sanaretur sterilitas aquae : ut efficiaris sal exorcizatum in salutem credentium : et sis omnibus sumentibus te sanitas animae et corporis : et effugiat atque discedat a loco, in quo aspersum fueris omnis phantasia et nequitia, vel versutia diabolicae fraudis, omnisque spiritus immundus adjuratus per eum qui venturus est judicare vivos et mortuos et saeculm per ignem.

R. Amen.
OREMUS
Immensam clementiam tuam, omnipotens aeterne Deus, umiliter imploramus, ut hanc creaturam salis, quam in usum generis humani tribuisti, beneXdicere, et sanctiXficare tua pietate digneris: ut sit omnibus sumentibus salus mentis et corporis: et quidquid ex eo tactum, vel respersum fuerit, careat omni immunditia, omnique impugnatione spiritalis nequitiae.
Per Dominum nostrum Jesum Christum Filium tuum, qui tecum vivit et regnat in unitate ejusdem Spiritus Sancti Deus per omnia saecula saeculorum. R. Amen.

 

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Olio esorcizzato

Olio Esorcizzato

olio esorcizzato

olio esorcizzato

 

Dal Libro di Don Gabriele Amorth 
” Un Esorcista Racconta “.

Olio Esorcizzato : L’olio esorcizzato usato con fede, giova a porre in fuga la potenza dei demoni e i loro assalti. Inoltre giova alla salute dell’ anima e del corpo ; ricordiamo l’antico uso di ungere con l’olio le ferite e il potere dato da Gesù agli apostoli di guarire i malati con l’imposizione delle mani e ungendoli con olio. Una proprietà specifica dell’olio esorcizzato è di separare dal corpo le avversità . Molto spesso mi è capitato di esorcizzare persone che hanno subito fatture bevendo o mangiando qualcosa di malefico, è facile comprenderlo da quel caratteristico mal di stomaco o dal fatto che queste persone hanno un particolare modo di eruttare o di esplodere in una forma di singhiozzo o di rantolo, specie in collegamento con azioni religiose: quando vanno in chiesa, quando pregano e soprattutto quando vengono esorcizzate. In questi casi per liberarsi, l’organismo deve espellere ciò che di malefico contiene. L’olio esorcizzato aiuta molto a staccare e liberare il corpo da queste impurità, anche bere acqua benedetta aiuta a questo scopo.

Qui giova dare qualche maggiore informazione, anche se chi non è pratico e non ha visto stenterà a credere a queste cose. Che cosa si espelle? Talvolta saliva densa e schiumosa; oppure una specie di pappa bianca e granulosa; altre volte si tratta degli oggetti più vari: chiodi, pezzi di vetro, piccole bambole di legno, fili di corda annodati, fili di ferro arrotolati, fili di cotone di vario colore, grumi di sangue… Alle volte queste cose vengono espulse per vie naturali; molte volte vomitando; si noti che mai l’organismo ne ha danno, ( ne ha invece sollievo ), anche se si tratta di vetri taglienti. Altre volte la fuori uscita rimane misteriosa; la persona sente ad esempio un dolore addominale come se avesse un chiodo nello stomaco, poi trova un chiodo per terra accanto a sé; e il dolore scompare. L’impressione è che tutti questi oggetti si materializzino nell’istante in cui vengono espulsi. Padre Candido affermava: ho visto riggettare pezzi di vetro, di ferro, capelli, ossa, talvolta anche oggettini di plastica, con la forma di testa di gatto, di rospo, di serpente. Sicuramente questi strani oggetti hanno un collegamento con la causa che ha determinato la possessione diabolica.


Acqua Benedetta

Acqua Benedetta

 

acqua benedetta

acqua benedetta

Acqua Benedetta : L’acqua benedetta ha un grande uso in tutti i riti liturgici, la sua importanza si ricollega subito all’aspersione battesimale . Nella preghiera di benedizione si prega il Signore perché l’aspersione con l’acqua ci ottenga tre benefici: il perdono dei nostri peccati, la difesa dalle insidie del maligno, il dono della protezione divina. La preghiera di esorcismo sull’acqua aggiunge tanti altri effetti: di far fuggire ogni potere del demonio sì da sradicarlo e cacciarlo via, anche nel gergo popolare, se si vogliono indicare due cose che assolutamente non vanno d’accordo, si dice che “Sono come il diavolo e l’acqua santa”; poi la preghiera continua sottolineando altri effetti, oltre a cacciare via demoni: guarire dalle malattie, aumentare la grazia divina, proteggere le case e tutti i luoghi in cui i fedeli dimorano, da ogni influenza immonda causata dal pestifero Satana e aggiunge: che siano vinte le insidie del nemico infernale e si rimanga protetti da ogni eventuale presenza nociva all’incolumità o alla quiete degli abitanti, affinché godano di serenità e salute.


Dal Libro di Don Gabriele Amorth 
” Un Esorcista Racconta “.

Può essere benedetta solo da un sacerdote con alcune speciali preghiere e con l’infondere un po’ di sale benedetto.Serve per fare aspersioni per benedire cose, luoghi e persone. Abbi sempre in casa tua I’acquasantiera ben prov­vista. Fra tanta voga di acque profumate e medicinali si è dimenticata l’Acqua benedetta. Fra tante boccette che ingombrano le camere non vi si trova più la boccetta dell’Acqua Santa. L’uso di essa nella Chiesa è antichissimo e la storia ci dimostra la sua grande efficacia specialmente contro il demonio. I due ossessi di IlIfurt, quando veniva loro presentato un cibo nel quale fosse stata messa anche una sola goccia d’acqua benedetta, davano in smanie e non era possibile farglielo mangiare. Per quello speciale potere che il demonio ha acquistato su tutta la natura per causa del peccato, la Chiesa usa benedire con l’Acqua Santa tutto ciò che è destinato al culto, anzi anche ciò che è destinato agli usi comuni della vita. La poca stima e quindi la poca efficacia delle benedizioni dipende dalla poca fede di chi le riceve e anche di chi le dà. L’acqua santa, usata nel debito modo rimette i peccati veniali, quando chi se ne serve ha il dolore nel cuore; dispone l’anima a ricevere i doni di Dio, mette in fuga il demonio, talvolta libera anche dai dolori e dalle infermità del corpo; allontana la grandine e la tempesta, dona fertilità alla terra, può anche aiutare a liberare le anime del purgatorio coadiuvata da preghiere di suffragio. Si consiglia anche l’uso e l’aspersione nei luoghi dove sono stati commessi gravi peccati mortali (aborti, sedute spiritiche ecc..) e di asperggiere frequentemente i moribondi, che in quei momenti tremendi sono particolarmente vessati e colpiti dal demonio (come ha sperimentato anche S. Faustina Kowalka e Suor Josefa Menendez). Tutte queste grazie il Signore le concede quando chi si serve dell’acqua benedetta e riceve le benedizioni della Chiesa ha viva fede nella potenza e bontà di Dio


Esorcismo

Esorcismo

esorcismo

esorcismo

Che cos’è un esorcismo?

Esorcismo : L ‘esorcismo è un sacramentale, una forma di Preghiera Pubblica e Solenne che si fa in nome e con l’autorità della Santa Chiesa, per mezzo di un sacerdote per l’appunto esorcista che abbia ricevuto un espresso mandato dal vescovo, o per mezzo del vescovo stesso (tutti i vescovi sono esorcisti), al fine di per liberare persone, oggetti e case dall’influenza o dalla possessione diabolica, ossia dall’azione straordinaria del maligno, e sottrarre così i soggetti e/o gli oggetti dal suo dominio.

U n esorcista può essere “aiutato” da laici o gruppi di preghiera (come ad esempio i gruppi di “preghiera e liberazione” di cui il vescovo esorcista Andrea Gemma è stato più volte promotore), ma resta chiaro il fatto che per poter effettuare un esorcismo ci vuole il sacerdote esorcista, solo lui può compiere il rito esorcistico e nessun altro!

L’esorcista, inoltre, ha il dovere di ” usare circospezione e prudenza; non deve credere vessato dal diavolo chi invece soffre di una qualche malattia psichica “. Il diavolo, beninteso, rimane lo stesso di sempre e, così, i segni della sua presenza nell’individuo che sono “il parlare lingue sconosciute, mostrare una forza fisica non conforme all’età o allo stato di salute, ed esprimere con la blasfemia un’avversione viscerale a Dio “. Ciò non toglie, però, che laddove si possa credere di avere a che fare con una possessione diabolica, si abbia in realtà più spesso a che fare con una malattia psichica; un bravo esorcista saprà certamente discernere in merito. Oggi, poi, sono sempre di più gli esorcisti che utilizzano come strumento di indagine (in merito alla possibilità di una possessione o meno) il rito esorcistico stesso , magari con l’esorcismo breve di Leone XIII.

Perché l’esorcismo, poi, possa essere efficace e realmente di aiuto al posseduto, c’è bisogno che questi abbia la volontà di essere liberato: Dio, nella sua infinita misericordia, è dispensatore di infinite Grazie, ma non può imporci la Grazia. Solo la volontà di conversione e la costanza nella preghiera e nella frequenza ai Sacramenti consente l’efficacia dell’esorcismo. Diversamente si dimostra un’inutile fatica.

Non a caso Gesù ci ammonisce: ” Quando lo spirito immondo esce da un uomo, se ne va per luoghi aridi cercando sollievo, ma non ne trova. Allora dice: Ritornerò alla mia abitazione, da cui sono uscito. E tornato la trova vuota, spazzata ed adorna. Allora va, si prende sette altri spiriti peggiori ed entra a prendervi dimora; e la nuova condizione di quell’uomo diventa peggiore della prima. Così avverrà anche a questa generazione perversa ” (Mt. 12,43).

La durata di un esorcismo è variabilissima; sempre secondo il settantaquattrenne padre Amorth, che ha all’attivo circa 40 mila esorcismi: ” E’ rarissimo l’esito in qualche mese, raro in un anno o due; per un caso di media gravità occorrono 4 o 5 anni, con un esorcismo alla settimana “.

Ricorda: il demonio è un essere concreto che: ” va in giro per il mondo come un leone ruggente, cercando le anime da divorare “. Il diavolo è sempre in agguato ed occorre essere sempre guardinghi. Il Concilio Vaticano II è chiaro al proposito: ” Tutta intera la storia umana è pervasa da una lotta tremenda contro le potenze delle tenebre; lotta cominciata fin dall’origine del mondo e destinata a durare, come dice il Signore, fino all’ultimo giorno “. (Gaudium et spes, 37).


Benedizione

Benedizione

benedizione

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Benedizione :  Il segno di croce significa ritornare a Cristo

Con la sua morte in croce per amore dei peccatori Cristo ha levato dal mondo la maledizione del peccatore. L’uomo però continua sempre a peccare e la Chiesa deve sempre aiutare a effettuare la Redenzione in nome del Signore. E ciò avviene in modo particolare per mezzo della S. Messa e dei Sacramenti, ma anche per mezzo dei Sacramentali: benedizioni dei sacerdoti, acqua santa, ceri benedetti, olio benedetto, ecc.

Ogni segno di croce fatto con fede è già un segno di benedizione . La croce irradia una corrente di benedizione per tutto il mondo, per ogni anima che crede in Dio e nella forza della croce. Ogni uomo unito a Dio può compiere la Redenzione ogni volta che fa un segno di croce.

La benedizione appartiene assolutamente ai cristiani .

Il Signore ha detto: ” In verità, in verità vi dico: qua­lunque cosa domandiate al Padre nel nome mio, ve la concederà ” (Gv 16,23). Dunque: là dove c’è il nome del Signore, c’è la benedizione ; là dove c’è il segno della sua S. Croce, là si trova aiuto.

” Tu ti lamenti della cattiveria del mondo, o della mancanza di riguardo e dell’incomprensione della gente che ti circonda. La tua pazienza e i tuoi nervi vengono messi a dura prova e spesso ti scappano, malgrado le migliori intenzioni. Trova una buona volta il mezzo e la ricetta della benedizione giornaliera (Padre Kieffer O. Cap.).

Prendi ogni mattino un po’ d’acqua santa, fa’ un segno di croce e di’: “In nome di Gesù benedico tutta la mia famiglia, benedico tutti coloro che incontrerò. Benedico tutti coloro che si raccomandano alle mie preghiere, benedico la nostra casa e tutti coloro che vi entrano ed escono .”

Ci sono moltissime persone, uomini e donne, che lo fanno ogni giorno. Anche se questo atto non si sente sempre, esso ha sempre un effetto positivo. La cosa principale è questa: fare il segno di croce adagio e dire la formula di benedizione con il cuore!

” Oh, quante, quante persone ho benedetto! “, così disse la moglie di un tenente colonnello, Maria Teresa. ” Io ero la prima che si alzava in casa mia: benedicevo con l’acqua santa mio marito, che stava ancora dormendo, prega­vo spesso china su di lui. Poi entravo nella camera dei bambini, svegliavo i piccoli, ed essi recitavano le preghiere del mattino a mani giunte e ad alta voce. Poi facevo loro un segno di croce sulla fronte, li bene­divo e dicevo qualcosa sugli angeli custodi. Quando tutti erano usciti di casa, ricominciavo a benedire. Andavo per lo più in ogni camera, implo­rando protezione e benedizioni. Dicevo anche: `Mio Dio, proteggi tutti coloro che mi hai affidato: tienili sotto la tua protezione paterna, con tutto ciò che posseggo e che devo amministrare, poiché tutto appartiene a te. Tu ci hai dato tante cose: conserva­le, e fa’ che esse ci servano, ma che non siano mai occasione di peccato’. Quando in casa mia ci sono ospiti, io prego parecchie volte per loro, prima che entrino in casa mia e mando loro la benedizione. Spesso mi è stato detto che da me c’era qualcosa di speciale, si sentiva una gran pace. Io ho sentito in me e negli altri che le benedizioni hanno una gran forza viva “.

Cristo vuole essere sempre operante nei suoi apostoli benedicenti.

La benedizione sacerdotale

Vogliamo distinguere bene i Sacramenti dai Sacramentali. I Sacramentali non sono stati istituiti da Cristo e non comunicano la grazia santificante, ma predispongono a riceverla, in virtù della nostra fede, nei meriti infiniti di Gesù Cristo. La benedizione del Sacerdote attinge dalle ricchezze infinite del Cuore di Gesù, e perciò ha una forza salvifica e santificante, una potenza esorcizzante e protettiva. Il sacerdote celebra la S. Messa ogni giorno, amministra i Sacramenti, quando è necessario, ma può benedire continuamente e ovunque. Così pure lo può un Sacerdote malato, perseguitato o incarcerato.

Un sacerdote incarcerato in un campo di concentramento ha fatto questo racconto commovente. Aveva lavorato tanto tempo a Dachau in una fabbrica delle SS. Un giorno fu pregato da un contabile di andare subito in un’abitazione, costruita in una soffitta, e di benedire la sua famiglia: ” Io ero vestito come un povero detenuto di un campo di concentramento. Non mi era forse mai capitato di stendere le mie braccia benedicenti con una commozione tale come in quel momento. Malgrado fossi stato marchiato da vari anni come elemento indesiderato, reietto, di rifiuto, ero tuttavia ancora un sacerdote. Mi avevano pregato di dar loro la benedizione, l’unica e ultima cosa che potevo dare ancora “.

Una contadina molto credente racconta: ” In casa mia si ha una grande fede. Quando un sacerdote entra da noi, è come se entrasse il Signore: la sua visita ci rende felici. Non lasciamo mai che un sacerdote esca dalla nostra casa, senza chiedergli la benedizione. Nella nostra famiglia di 12 figli la benedizione è qualcosa di tangibile “.

Un sacerdote spiega:

 È vero: nelle mie mani è stato messo un preziosissimo tesoro immenso. Cristo stesso vuole operare con grande forza mediante la benedizione fatta da me, uomo debole. Come un tempo, egli andava benedicendo attraverso la Palestina, così vuole che il sacerdote continui a benedire. Sì, noi sacerdoti siamo dei milionari, non in denaro, ma nella grazia che comunichiamo agli altri. Noi possiamo e dobbiamo essere delle trasmittenti di benedizioni. In tutto il mondo ci sono antenne che captano onde di benedizioni: malati, carcerati, emarginati, ecc. Inoltre con ogni benedizione che diamo, aumenta la nostra forza benedicente, e cresce il nostro zelo nel benedire. Tutto ciò riempie i sacerdoti di ottimismo e di gioia! E questi sentimenti crescono con ogni benedizione che diamo con fede “. Anche nei nostri tempi difficili.