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Ascoltiamo lo Spirito di Vita…

il decalogo

Tanti giorni or sono che non si ode la mia voce, ma oggi che è giorno del Signore, sono stato svegliato dai torpori che annichiliscono l’anima e che portano alla morte dello Spirito. Ogni giorno bisogna pregare, ogni giorno bisogna farsi prendere da Dio… ogni giorno. Potrà accadere che, sempre ogni giorno, si commetta errore o anche orrore, ma, mai e poi mai perdere la fiducia in Dio, mai e poi mai perdere la Speranza. Il caro vicario di Pietro lo dice “non fatevi rubare la speranza” e dice anche che dobbiamo tenere presente le tre parole “permesso, grazie, scusa”. Ma Gesù ci dice e ci insegna ben più che regole di semplicità e di umiltà, Gesù ci insegna e/o ci conferma il decalogo per essere certi della vittoria, per essere sicuri della promessa, per vivere felici.

1) “Io sono il Signore, il tuo Dio, che ti ho fatto uscire dal paese d’Egitto, dalla casa di schiavitù. Non avere altri dèi oltre a me. — Ricorda le scritture, ricorda che Dio si è mostrato al mondo e ha fatto meraviglie, ha protetto il Suo popolo con mano potente, li ha liberati dalla schiavitù. Un popolo così sottomesso e schiavo non avrebbe mai avuto la forza di ribellarsi e di auto liberarsi, ma Dio lo ha fatto, non un uomo del Suo popolo è perito. Ma tanti del popolo che li teneva prigionieri e in cattività, manco fossero bestie, tanti morirono e non scamparono all’ira del Signore, e più la loro incredulità a Dio e più le loro sofferenze, fino a far morire il giovane figlio di faraone. Quindi, gli altri dei, sono dei vani, a nulla vale pregare a loro, loro sono pezzi di legno o pietra o metallo, non ascoltano l’uomo. Ma Dio, l’Eterno si, c’è lo ha dimostrato, e nel primo comando ci dice, ricordati che IO SONO e non offendermi col pregare altrove verso chissà chi.

2) Non farti scultura, né immagine alcuna delle cose che sono lassù nel cielo o quaggiù sulla terra o nelle acque sotto la terra. Non ti prostrare davanti a loro e non li servire, perché io, il Signore, il tuo Dio, sono un Dio geloso; punisco l’iniquità dei padri sui figli fino alla terza e alla quarta generazione di quelli che mi odiano, e uso bontà fino alla millesima generazione, verso quelli che mi amano e osservano i miei comandamenti.  — Il secondo comando si spiega da solo e dice, Amami, e sarai amato, per sempre.

3) Non pronunciare il nome del Signore, Dio tuo, invano; perché il Signore non riterrà innocente chi pronuncia il suo nome invano. — Il terzo comando, il più grave per gli stolti di questa generazione e delle passate come delle future. Non pronunciare quel nome se non per amore. Faccio un esempio, quando due litigano e uno dice all’altro “a mannaggia tua madre che ti ha partorito” e l’altro risponde “no, il nome di mia madre non lo devi neanche pensare” e arrivano a picchiarsi e a farsi violenza come Caino su Abele. Ecco, se io bestemmiatore e uomo cattivo dico che mia madre non la devi neanche nominare, perchè allora nomino il Signore, l’Altissimo nelle mie bestemmie e nei miei momenti di collera? Dio è da più di mia madre, essa è una ben misera peccatrice, eppure chiedo rispetto per essa e sbagliando, uso violenza per ottenerlo. Ma il Santo nome di Dio, appunto per questo ben misero esempio, non va neanche pensato invano. No il Santissimo Suo nome si usa quando lo invochiamo gli parliamo delle nostre cose, quando soffriamo certo, ma, con amore. Colpevole sarò se pronuncio il Santo Suo Nome per stoltezze d’uomo.

4) Ricordati del giorno del riposo per santificarlo. Lavora sei giorni e fa’ tutto il tuo lavoro, ma il settimo è giorno di riposo, consacrato al Signore Dio tuo. — Quante volte si vedono persone in giro che lavorano anche il settimo giorno? Il Signore ha detto, che il giorno del riposo è giusto. Serve al corpo, ma soprattutto serve allo spirito, il quale anela a Dio, e come il corpo lavora e desidera cibo per il proprio sostentamento, anche lo spirito ha bisogno di riposare nell’orazione del settimo giorno e di nutrirsi ascoltando la parola di Dio. Il Signore benedice i suoi servi e i loro frutti non andranno perduti per causa del giorno del riposo, anzi, essendo anche essi benedetti dal Signore per mezzo nostro, essi renderanno di più di quelli i quali non rispettano il settimo giorno di riposo nel Signore. Consacriamo il settimo giorno a Dio.

5) Onora tuo padre e tua madre, affinché i tuoi giorni siano prolungati sulla terra che il Signore, il tuo Dio, ti dà. — Sempre, anche fossero le persone peggiori di questo mondo, portare onore al padre e alla madre, che per mezzo dei quali, Dio, l’Altissimo, se ne è servito per far giungere l’anima nostra sulla terra, perchè si potesse dare occasione anche a noi di compiere nel nostro tempo, la nostra prova.

6) Non uccidere. — Nessuno ha diritto di levare la vita a nessuno, neanche un collegio di persone, neanche uno stato con le sue leggi. Infatti il Signore Iddio dice, “non uccidere”. Egli ha diritto di dare la vita, e a Egli spetta il diritto di toglierla, chi sono io per decidere di togliere la vita a un mio fratello, voglio forse sostituirmi a Dio? O… che grande colpa la presunzione. E’ la colpa che fece cadere lucifero dal Cielo, che gli fece perdere la sua grazia. Non uccidere, non ucciderti, non portare altri con le tue parole di offesa a uccidersi o a uccidere.

7) Non commettere adulterio. — Adulterio, che vuol dire tradire una promessa, come ad esempio quella fatta davanti al sacerdote quando diciamo “Rinuncio” a satana, durante la funzione dove otteniamo i sacramenti, il battesimo, la comunione, la cresima, e poi andiamo con gli amici a fare le sedute spiritiche, ma per gioco però, mica veramente.. e per gioco facciamo adulterio. L’adulterio non è mai un gioco. Come quando invece siamo davanti all’altare e diciamo si alla donna della nostra vita. E’ una promessa fatta al cospetto di Dio. E poi andiamo a letto con la prima che capita, facendo adulterio alla nostra donna o al nostro uomo, e facendo adulterio a Dio avendo fatto davanti a Lui quella promessa. Oppure ancora, quando facciamo un voto a Dio per ottenere qualche cosa che sia materiale o spirituale e diciamo davanti a Dio, “per ottenere questa grazia mi asterrò dal bere vino per un giorno o dal fumare per un giorno” e poi “vabbè và assaggiare un goccio di vino non è bere, oppure, due boccate alla sigaretta non è fumare” Dio è instancabile col Suo Amore verso di noi e dobbiamo ricordare che anche il male è instancabile col suo odio verso di noi. Quindi, resistere alle tentazioni e tener fede agli impegni presi. Amen

8) Non rubare. — Non serve, fai male al tuo prossimo privandolo di un suo bene, ma soprattutto fai male a te stesso, prendendoti una colpa. Un esempio, che il mio Signore direbbe, vi faccio capire con una parabola: in un campo c’è un albero piantato da Dio, questo albero è cresciuto forte e quando è periodo, dà tanti buoni frutti, ma un giorno arriva satana il disturbatore che gli dice, non hai paura che le tue radici non siano abbastanza forti? Sai che col forte vento potresti cadere e morirne? e l’albero preso dalla tentazione che gli offre l’ingannatore, si sforza di aumentare la sostanza della sua radice, ma aumentando la forza alle sue radici, l’anno seguente, non ha dato più il suo gran carico di frutti, e se ne duole. Non serve rubare altro terreno per espandersi, per sentirsi più sicuri, la vita è dono del Signore, ed essa quindi è perfetto equilibrio, non serve pretendere di più, non serve aver paura del futuro, sono solo tentazioni del disturbatore, di satana. Volgiamoci a Dio con la nostra preghiera, e detta bene che sia ma anche se detta male, la nostra preghiera non è ignorata da Dio che sà che cosa stiamo passando in quel momento. Tutto si metterà a posto, nella mente, nel corpo e nello spirito.

9) Non attestare il falso contro il tuo prossimo. — Non calunniarlo, porta rispetto, anche se magari meriterebbe di essere detta una cosa su di lui o lei, non importa. Dio vede ogni cosa, e sa ogni cosa. Ma soprattutto non dire falsità su un tuo simile, per farti apparire bello davanti a altri che la potrebbero pensare come te, o per metterti a livello loro per essere accettato. Chi mente su un fratello, fa torto a egli perchè lo calunnia, fa torto a se stesso non amando la propria anima che sporca con le sue calunnie, fa torto a chi lo ascolta, mettendo l’ascoltatore su una strada diversa da quella che è la verità, ma in particolar modo fa torto a Dio, pensando di non essere visto e di potersi prendere beffa della Giustizia Divina.

10) Non desiderare la casa del tuo prossimo; non desiderare la moglie del tuo prossimo, né il suo servo, né la sua serva, né il suo bue, né il suo asino, né cosa alcuna del tuo prossimo”. — Il decimo comando ci dice chiaramente di non avere desideri impuri, malsani, come può essere quello di desiderare le cose degli altri, ad esempio una macchina una moto o una bella maglietta di proprietà di altro fratello, si scatena così la competizione fra l’uomo, causa di invidie e gelosie inutili. Desiderare la moglie di un fratello, o per la donna, il marito di una nostra amica. E’ cosa malsana, si rovinerebbe l’amicizia e la fratellanza, si dividerebbero due famiglie, si farebbe torto alle promesse fatte nel matrimonio e si farebbe venir meno a promesse fatte nel matrimonio dell’altra famiglia. Quando ci sentiamo presi da queste tentazioni, non dobbiamo temere, esse non sono già peccato o colpa, esse sono solo tentazioni e tali vi rimangono, ma nel momento che siamo attenti e le sappiamo riconoscere, volgiamoci a Dio con preghiera d’amore e chiediamoGli la liberazione da questa prova, confermandoci così nella fede.

Dio ci benedica e benedica le nostre opere.

 

 

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